Vincitrici con una fiaba sull’integrazione

usare

Debora, Ivana e Irene della classe III C di Sant’Anna sono arrivate prime al concorso “Rovescia la fiaba”

fiaba1Vincitrici del primo premio del concorso “Rovescia la fiaba”, promosso dall’Istituto “Don Michele Arena” di Sciacca, sono state tre ragazze delle nostra scuola secondaria di primo grado. Debora Colletti, Ivana Bacino e Irene Profeta, coordinate dalla prof.ssa Anna Maria Montalbano, hanno partecipato alla 3° edizione del concorso con la favola “Un Regno per Due”, aggiudicandosi il primo premio consegnato dal Dirigente Scolastico Gabriella Bruccoleri.

La premiazione è stata inserita all’interno di una manifestazione che ha celebrato la giornata dei diritti del fanciullo e quella contro la violenza sulle donne. Temi affrontati anche dal responsabile della Comunità Religiosa Islamica della Regione Sicilia, Yusuf ‘Abd- Hadi Dispoto, ospite della manifestazione. Nel corso della manifestazione è stata varata una barca, utilizzata dagli scafistiper le pericolose le traversate dei migranti, l’imbarcazione è stata assegnata dal GIP all’istituto di istruzione secondaria superiore statale “Don Michele Arena”. La nave diventerà una “nave scuola” per l’indirizzo nautico dell’Istituto.

Segue la fiaba premiata

Un regno per due

C’era una volta, in un regno sperduto nel sud dell’Africa, un re che aveva due figli. Questi ragazzi erano nati dallo stesso padre, ma da madri diverse e per questo motivo uno era di pelle bianca e l’altro di colore. La madre del ragazzo nero era morta dopo il parto e il re, dopo essersi risposato con una donna di pelle bianca, ebbe un altro figlio anch’ esso di carnagione bianca. I ragazzi crebbero insieme, però il ragazzo bianco, che aveva ancora la madre, veniva trattato sempre con un occhio di riguardo, mentre il povero Amir cioè il ragazzo di colore subiva discriminazioni e disagi. Gli anni passarono, il re era ormai vecchio e i ragazzi continuavano a crescere. fiaba 2Un giorno il sovrano capendo che non aveva più le forze per potere amministrare il regno, decise di designare il suo erede, subì molte pressioni da parte della moglie affinché scegliesse come erede Jack cioè il figlio di pelle bianca perché, secondo il parere della madre, era da privilegiare e avvantaggiare poiché tutti i nobili del regno erano bianchi mentre il popolo povero, ma lavoratore era di pelle più scura. Il re, che era un uomo saggio le disse: – Moglie mia, sono tutti e due miei figli e non mi sento di scegliere uno rispetto all’altro, nel mio regno ci sono già tante discriminazioni e lotte intestine, ed io non voglio alimentarle con una scelta sbagliata…. Dopo molti ragionamenti decise che avrebbe affidato il suo regno e la sua eredità a chi fosse riuscito a superare tre dure prove. Informati della decisione del padre, i giovani decisero di partire, Jack venne armato dalla madre con una spada e una lunga lancia, mentre Amir partì a mani nude, contava di sfruttare la sua intelligenza. I fratelli erano decisi a superare le prove, ma avevano in mente strategie e modalità differenti. Partirono alla volta del vulcano, che si trovava non molto distante dal regno, imboccarono due strade diverse, decisi com’erano a cercare di superarsi l’un l’altro. Arrivati alla bocca del vulcano, Amir che era arrivato un po’ prima, sfidò il feroce drago che viveva nel cratere e che avrebbe dovuto uccidere per superare la prova. Non avendo armi però, era in serie difficoltà, ma proprio quando il drago con il suo fiato di fuoco stava tentando di bruciarlo, Jack con la lancia e la spada che gli erano state fornite dalla madre, intervenne in suo aiuto decidendo di mettere da parte ogni rivalità. Jack accecò con una lancia il drago e lo uccise con la spada. Amir rimase molto colpito dal suo gesto, era la prima volta che riceveva aiuto da qualcuno, ringraziò il fratello e gli propose di affrontare insieme le altre prove. Erano entrambi rimasti senza armi però un sentimento li rendeva più forti:la solidarietà. Insieme e con coraggio affrontarono le altre prove e le superarono senza difficoltà perché l’uno aveva contato sull’aiuto dell’altro. Per la prima volta si sentirono veramente fratelli senza nessuno che prediligeva più l’uno rispetto all’altro. fiaba 3Concluse le prove, li aspettava forse quella più dura: dire al padre che nessuno dei due era stato più forte dell’altro, che avevano capito di volersi bene e che la cosa giusta era amministrare insieme il regno senza discriminazioni e agevolazioni per nessuno. Dopo un lungo viaggio arrivarono al castello e lì incontrarono il padre che rimase stupito, ma contento di rivederli entrambi vivi. Lo informarono della loro decisione e ottenuto il suo consenso e la sua benedizione vennero proclamati nuovi sovrani del regno, da allora amministrarono cercando di eliminare qualsiasi forma di discriminazione, estesero a tutti i sudditi gli stessi diritti e nessuno parlò più di bianco o nero, di inferiori o superiori, di ricco o povero ma solo di uomini.

Commenta con Facebook

The following two tabs change content below.
Redazione
L'urlo Cittadino (Caltabellotta nel mirino) è il Blog mensile caltabellottese. Tiene d'occhio tutto ciò che si svolge periodicamente nel centro montano: eventi, cultura, politica e quant’altro.