VACCINAZIONE: L’AUTISMO E L’ALLARME MENINGITE

vaccino

Dell’argomento della vaccinazione e di come e se questa sia collegata all’autismo ne sentiamo ormai parlare da più di un anno.
Quasi tutti i salotti televisivi hanno ospitato quest’accesa diatriba e, è quasi superfluo dirlo, nella schiera di coloro che erano contro la vaccinazione si trovavano quasi sempre individui dai titoli di studio nulli e i soliti genitori terrorizzati appartenenti alla stesse specie di coloro che si battevano per non far entrare nelle scuole la così soprannominata “ideologia” gender, indignati come se quasi si trattasse di fare subentrare nelle scuole l’obbligo di effettuare rituali satanisti.
Gli ingredienti per creare un polverone mediatico sono molto semplici e alla portata di tutti:
1) Prendere un argomento che fa parte della quotidianità e della vita di tutti i giorni come i vaccini;
2) Scoprire che, come ogni cosa, hanno degli effetti collaterali ma già testati da tempo e sicuramente con un’incisione e una gravità minore rispetto ai benefici apportati;
3) Associare una malattia o un disturbo a caso, in questo caso l’autismo, e lanciarsi in campagne di “sensibilizzazione” al grido di “Salviamo i bambini!” che scuote sempre un po’ gli animi dei più ingenui: il nostro calderone pieno di banalità e cose a caso è pronto!

Ora chiariamo subito per dovere di cronaca cosa è un vaccino: è un semplice aggregato di proteine e DNA di un microorganismo che non solo ha perso le proprietà antigeniche, cioè quelle che inducono nel nostro Sistema Immunitario una risposta cattiva, ma che ha anche la funzione di stimolare il suddetto S.I. a produrre anticorpi contro lo stesso MO, così che non ci sia bisogno di aver subito il decorso della malattia per diventare immuni. Un concetto piuttosto semplice insomma.
L’autismo invece è un disturbo del neurosviluppo che comporta un deficit nelle relazioni sociali e nella comunicazione verbale e non verbale.Oggi si sa che il cervello è già “pronto” durante la vita embrionale, ad eccezione della corteccia prefrontale che maturerà pienamente solo poco dopo la nascita; la prima vaccinazione invece è generalmente consigliata tra il secondo e il terzo mese di vita.
I due eventi sono dunque vicini ma, secondo quanto gli scienziati dicono, non più collegati di due caratteristiche casuali come il collegamento tra persone che amano fare la spesa con le scarpe da ginnastica e persone che amano guardare il tennis in tv.
Che vuol dire questo? Che per la legge dei grandi numeri ci saranno sicuramente dei bambini vaccinati che svilupperanno l’autismo ma di certo non sarà quella la causa.
Benché se ne sia parlato in Italia solo ora questa teoria esiste da decenni: era stato un certo Andrew Wakefield, ad oggi radiato dall’albo dei medici, negli anni ’90 a proporre questa frode scientifica con dati palesemente manipolati e già tra il 1997 e il 1998 era stata smentita da degli studi effettuati in Danimarca su un campione di bambini in cui si vedeva che, vaccino o no, l’incidenza dell’autismo non variava.
Mi viene da chiedere: perché una vecchia bufala scientifica già smentita si ripresenta dopo anni e raccoglie tutti questi adepti? Perché la gente prima di indignarsi e di portare avanti idee deleterie non si informa? Perché la scienza ha dovuto rispiegarci di nuovo delle verità supportate da studi per smentire delle semplici chiacchiere da bar? Perché la tv italiana dà voce a questo? Perché qui non si tratta di una disputa scientifica, ma della scienza contro il complottismo, della ragione contro l’idiozia.
Non ci resta che augurarci che le famiglie italiane si rendano conto dell’inconsistenza di queste ipotesi e facciano vaccinare i loro figli come i medici e la scienza tutta ribadiscono.
E a proposito di vaccinazione è bene ricordare che quest’anno in Italia è stato registrato un significativo aumento di casi di meningite meningococcica soprattutto nei bambini sotto l’anno di vita, sebbene non si possa ancora parlare di vera e propria epidemia.
La meningite meningococcica è una malattia acuta causata da un batterio che risponde al nome di Neisseria meningitidis o meningococco di cui esistono sei diversi sierogruppi (di cui il più aggressivo è il sierogruppo C), che ha un esordio improvviso dopo 1-10 giorni di incubazione: non trattata porta alla morte nel 100% dei casi.
Quindi sarebbe giusto prevenire questa spiacevole incombenza andando a vaccinarsi negli opportuni centri, soprattutto è un appello rivolto agli adolescenti e ai genitori di bambini al di sotto dell’anno di età. Potete stare sereni che il vostro pargoletto o la vostra pargoletta non svilupperà l’autismo!

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Antonella Augello

Descrizione: Nata a Sciacca il 28 settembre 1995. Attualmente studia presso la facoltà di Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Palermo.