U mari nun si spirtusa

trivelle

Il 17 aprile il Governo, sprecando 360 milioni di euro di soldi pubblici, ha stabilito la data in cui, tramite Referendum, i cittadini sono chiamati ad esprimere il loro parere riguardo alle trivellazioni nel Mar Mediterraneo. Sembra che il Governo abbia deciso una data diversa dalle elezioni amministrative per non far raggiungere il quorum, scatenando le polemiche degli Ambientalisti, e che avrebbe tra l’altro fatto risparmiare centinaia di milioni di euro ai cittadini; affinché si raggiunga il quorum e il referendum venga considerato valido, infatti, deve recarsi alle urne il 50 per cento degli aventi diritto.trivelle

Per esprimere un parere contrario all’opera di estrazione nelle acque nazionali e dunque abrogare la norma introdotta con l’ultima legge di stabilità che permette l’estrazione e la ric
erca di petrolio e di gas entro le 12 miglia dalla costa (circa 22 Km) di non avere più scadenze, si dovrà dare risposta affermativa; diversamente, se si è favorevoli, votando No, le concessioni verranno rinnovate, portando profitti soltanto alle compagnie petrolifere, semplificando l’iter autorizzativo e togliendo potere alle Regioni.

Se si permetterà l’installazione di trivelle per la ricerca del petrolio i rischi per l’ambiente marino, la flora, la fauna, il turismo e la stessa popolazione saranno elevati, distruggendo, ahinoi, il già precario equilibrio della “Nostra” meravigliosa area marina, dove sono presenti numerosi vulcanetti che emettono gas metano e dove si verificano periodici terremoti: un caso che ci tocca da vicino con l’Isola Ferdinandea, nel mare di Sciacca, la cui cima si trova a 7,80 mt dalla superficie del mare. Occorre innanzitutto un’adeguata conoscenza dei rischi sull’ambiente, sugli ecosistemi ed una politica di salvaguardia delle biodiversità dalle molteplici forme di vita oltre alle eccezionali testimonianze archeologiche di tutte le epoche storiche (tesori inestimabili sono la nave di Gela o il Satiro Danzante).

La mobilitazione per il Si, e dunque per vietare l’opera di estrazione del petrolio, è stata immediata con la creazione di un Comitato Nazionale delle Associazioni “Vota SI per fermare le trivelle” che vuole diffondere capillarmente informazioni sul referendum in tutti i territori, facendo crescere la mobilitazione nella speranza di portare fuori dalle vecchie fonti fossili, innovando il nostro sistema produttivo, combattendo con coerenza l’inquinamento e i cambiamenti climatici. Dunque dobbiamo andare a votare e votare SI per fermare le grandi lobby petrolifere e del fossile a discapito delle migliaia di imprese che stanno investendo sulla sostenibilità ambientale e sociale e dei cittadini che vorrebbero meno inquinamento.

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Patrizia Noto

Patrizia Noto

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali indirizzo Archeologico e master in Esperto della Valorizzazione del Patrimonio Storico Culturale Siciliano. Ha pubblicato un opuscolo, Le Pietre di Caltabellotta, con un percorso visivo. Attualmente lavora, insieme alla sua Associazione SiciliAntica di cui è Presidente, alla pubblicazione di altri due libri sulla tradizione caltabellottese. E-mail: patrizianoto@libero.it