Salvaguardiamo la memoria!

23.3 Salvaguardiamo la memoria!

È sotto i nostri occhi l’incredibile bellezza della nostra Caltabellotta e di tutti i beni storici, artistici, archeologici ed architettonici in essa contenuta. Ma ci sono dei beni altrettanto belli e poco conosciuti che vanno anch’essi scoperti, tutelati e valorizzati. Una di queste opere, cosiddette impropriamente, “minori” mi è stata posta all’attenzione dal Dott. Alessandro Aiello, da sempre appassionato di musica ed in particolare dell’organo, iniziando a suonarlo all’età di dodici anni. Si tratta dell’unico organo a canne di Caltabellotta posto nella chiesa di Sant’Agostino, la cui storia è stata ricostruita in parte dal “Nostro” Dott. Aiello grazie ai contatti presi con l’attuale erede/allievo organaro dei Maestri Polizzi, Antonio Bovelacci, trentino di nascita e ragusano d’adozione, venuto in Sicilia negli anni ’80, dopo aver conosciuto Michele Polizzi (ultimo discendente della famiglia di maestri organari di Modica Alta) ed avendone ereditato tutti i segreti di bottega e le tecniche costruttive relative all’arte organaria.
23.1 Salvaguardiamo la memoria!Il Maestro Bovelacci, che lavora insieme al figlio Alessandro, ha fatto dono al Dott. Aiello, oltre a materiale bibliografico ed iconografico, di una copia del contratto manoscritto e datato 7 Ottobre 1919, stipulato a Caltabellotta tra il Maestro Polizzi e l’arciprete Pellegrino Buttafuoco, per la fabbricazione di un organo di sana pianta secondo gli ultimi sistemi liturgici, impegnandosi a pagare ratealmente e dopo il collaudo con una spesa complessiva di Ottomilaseicentolire .
L’organo riporta ancora oggi, sopra la tastiera una targhetta storica in cui si può leggere: Fabbrica d’organi liturgici-pneumatici M. & A. F.lli Polizzi – Modica Alta (Stabile Proprio) – anno 1920, n. 73.
È un bene conoscere la storia di suddetto organo che tra tre anni compirà Cento anni e che si spera per quella data gli sia dato il giusto lustro dopo attento restauro. Ci spiega il Dott. Aiello:« Il nostro organo versa in condizioni di parziale degrado strutturale, essendo presenti evidenti brecce nella cassa armonica, sia sui fianchi laterali che sulla sommità. Le brecce, dovute a lesioni della componente lignea, talvolta estese, lasciano penetrare impurità e polveri all’interno della cassa che si sono accumulate nel tempo. Alcuni registri presentano evidenti difetti di intonazione. Sono presenti delle lacune a carico della componente trasmissiva della pedaliera. Alcune delle canne metalliche più lunghe mostrano anomalie e cedimenti. Alquanto recente è il riscontro di un cattivo funzionamento nel riempimento del mantice, probabilmente dovuto ad una perdita nei condotti o peggio ancora del mantice stesso, col risultato evidente di un insufficiente apporto di aria ai somieri e dunque alle canne stesse, preludio di un imminente silenzio completo dello strumento (in parole povere lo strumento soffre di una consistente riduzione di potenza). In aggiunta vi è un attacco cospicuo da parte di parassiti nella componente lignea.» Per ultimo la non curanza delle giovani generazioni che hanno lasciato delle firme riconoscibili, superflue ed ingiustificate sulla parete esterna, rovinandone anche l’aspetto visivo. 23.2 Salvaguardiamo la memoria!
Ciononostante lo strumento viene ancora utilizzato, anche se parzialmente, e sebbene siano notevoli le limitazioni d’utilizzo, occorre intervenire subito con un’opera di manutenzione adeguata e un restauro completo. Esiste a tal proposito una legge regionale, 44/85, che ha dato un importante contributo al recupero di una consistente parte del patrimonio organario siciliano ed alla quale gli organi competenti potrebbero attingere per il restauro del “Nostro” prezioso organo con il conseguente incremento in termini di attività culturali correlate.
Un ringraziamento da parte de L’Urlo Cittadino va al Dott. Alessandro Aiello per averci fatto conoscere questo gioiello musicale e l’auspicio che questo articolo serva da motivatore per recuperare in breve tempo e prima del suo centenario L’organo a canne Polizzi.

Se si vuole conoscere più approfonditamente la storia del nostro organo rimandiamo a questo link alessandroaiello.wixsite.com

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Patrizia Noto

Patrizia Noto

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali indirizzo Archeologico e master in Esperto della Valorizzazione del Patrimonio Storico Culturale Siciliano. Ha pubblicato un opuscolo, Le Pietre di Caltabellotta, con un percorso visivo. Attualmente lavora, insieme alla sua Associazione SiciliAntica di cui è Presidente, alla pubblicazione di altri due libri sulla tradizione caltabellottese. E-mail: patrizianoto@libero.it

1 Comment in "Salvaguardiamo la memoria!"

  1. Carissimi Amici della Redazione,
    sono io che devo ringraziarvi per aver voluto dare il vostro importante contributo affinchè si inizi almeno a discutere di questo importante strumento storico e perchè non cada nel dimenticatoio o resti solo un ricordo nel cuore di qualche appassionato.
    Per coloro che volessero conoscere altri dettagli circa il nostro organo a canne Polizzi, rimando al link del mio sito ove tratto l’argomento.
    Un caro abbraccio e grazie ancora.
    Alessandro
    http://alessandroaiello.wixsite.com/alessandro-aiello/l-organo-polizzi

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