Referendum sul lavoro: possibile chiamata alle urne tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi

voucher-lavoro

Dopo le dimissioni di Matteo Renzi, il Presidente della Repubblica Italiana ha incaricato Paolo Gentiloni di formare il nuovo Governo. Accolta la proposta, il neo Premier ha nominato i nuovi ministri, in parte i medesimi del Governo Renzi.

Ad oggi L’Italia si presta, già nel primo semestre del 2017, ad affrontare dei mesi assai impegnativi.
La Corte costituzionale proprio in questi giorni ha dichiarato ammissibili due quesiti sui tre presentati dalla Cgil. La Consulta ha ritenuto ammissibili i quesiti referendari sulla cancellazione dei voucher e sulla reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti. Bocciato dai giudici costituzionali, invece, il quesito relativo all’articolo 18.
Poche ore dopo la decisione arrivata dalla Camera di Consiglio, la numero uno della Cgil, Susanna Camusso, ha lanciato la campagna per il “Sì”.
I cittadini, secondo l’attuale legge sui referendum, saranno chiamati alle urne in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno prossimi. Salvo eventuali elezioni anticipate che, sempre secondo le regole vigenti, congelerebbero di un anno la consultazione popolare.
Ma su cosa saranno chiamati a votare i cittadini? Di cosa parlano nel merito i due quesiti ammessi oggi dalla Corte Costituzionale?

Voucher: cancellazione del lavoro accessorio

Il quesito sui voucher chiede l’abrogazione delle disposizioni sul lavoro accessorio contenute nel Jobs act. Nel 2015 vi è stato un boom dell’utilizzo dei voucher, i buoni utilizzati come sistema di pagamento per il lavoro occasionale di tipo accessorio, creati per cercare di regolarizzare le piccoli mansioni pagate da sempre in nero.
Spiega il sindacato: “Sempre più spesso attraverso l’utilizzo dei voucher il lavoratore accetta impieghi barattati al ribasso e vede azzerati i propri diritti con una risibile contribuzione ai fini previdenziali. Vogliamo cancellare i voucher perché non combattono il lavoro nero. Anzi, il loro abuso determina una sommersione anziché un’emersione del lavoro nero e irregolare”.

Reintroduzione della piena responsabilità solidale

In questo caso si richiede invece l’abrogazione di parte dell’art. 29 della Legge Biagi. Il quesito praticamente chiede che ci sia un’uguale responsabilità, in tutto e per tutto (responsabilità solidale), tra appaltatore e appaltante nei confronti di tutto ciò che succede nei rapporti di lavoro.
L’obiettivo è rendere il regime di responsabilità solidale omogeneo e applicabile in favore di tutti i lavoratori a prescindere dal loro rapporto con il datore di lavoro. Spiega il sindacato: “Ripristiniamo la responsabilità in solido tra appaltante e appaltatore, garantiamo la stessa dignità a tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, contribuiscono alla crescita aziendale”.

Un possibile calendario politico da qui ai prossimi mesi.

24 gennaio. È la “data cardine” che influenzerà direttamente anche il destino del referendum. Quel giorno, infatti, i giudici costituzionali decideranno sull’Italicum. E, se la nuova legge elettorale che uscirà dalla sentenza sarà “autoapplicativa” – ovvero produrrà una norma con cui si potrà andare subito al voto – ci sono molte più probabilità che si vada a votare a giugno.
Se si verificasse quest’ultimo scenario, il referendum Cgil verrebbe congelato e rinviato all’anno prossimo, anche se il decreto di scioglimento delle Camere venisse varato un giorno prima della consultazione (ad esempio il 14 giugno).
10 febbraio. Entro questa data la sentenza sul referendum delle Cgil verrà pubblicata in Gazzetta ufficiale, motivazioni comprese.
Entro metà aprile. Se però, come detto, la Consulta il 24 gennaio tirerà fuori dal cilindro una modifica dell’Italicum in grado di essere subito applicata (o anche una legge elettorale alla quale apportare modifiche minime da trasformare in decreto e da far approvare con la fiducia), allora le chanche del voto anticipato a giugno diventano più concrete. In tal caso il Capo dello Stato dovrebbe sciogliere le Camere entro metà aprile con un apposito decreto.

Fonte: l’Unità.tv, Republica.it

Commenta con Facebook

The following two tabs change content below.
Davide Parlapiano

Davide Parlapiano

Inventore e direttore del Blog "L'urlo Cittadino". Nato a Palermo nel 1994. Attualmente Consulente FinTech presso PwC Italy e studente III°Anno in Computer Science Engineering, presso SUPINFO INTERNATIONAL UNIVERSITY Trapani Campus.