IL PROGETTO MANHATTAN: “Ora sono diventato la morte, il distruttore dei mondi”

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“We knew the world would not be the same. A few people laughed, a few people cried. Most people were silent. I remembered the line from the Hindu scripture, the Bhagavad-Gita. Vishnu is trying to persuade the Prince that he should do his duty, and, to impress him, takes on his multi-armed form and says, ‘Now I am become Death, the destroyer of worlds.’ I suppose we all thought that, one way or another.”

                                                                                             Robert Oppenheimer

(Sapevamo che il mondo non sarebbe stato più lo stesso. Alcuni risero, altri piansero, i più rimasero in silenzio. Mi ricordai del verso delle scritture Indù, il Baghavad-Gita. Vishnu tenta di convincere il Principe che dovrebbe compiere il suo dovere e, per impressionarlo, assume la sua forma dalle molteplici braccia e dice, “Adesso sono diventato la Morte, il distruttore dei mondi.” Suppongo lo pensammo tutti, in un modo o nell’altro.)

Furono queste le parole di Robert Oppenheimer sul Test di Trinity, primo test di arma nucleare condotto durante il Progetto Manhattan in cui Oppenheimer e il suo team misero a punto la prima bomba atomica, arma che avrebbe poi distrutto le città di Hiroshima e Nagasaki.

La ricerca sull’energia nucleare ebbe inizio nelle Università di Cambridge, Gottinga e Copenaghen nel XX secolo e il neozelandese Ernest Rutherford riuscì a compiere la cosiddetta “disintegrazione dell’atomo” basandosi sulle formule della relatività di Albert Einstein.

Dopo la scoperta del neutrone, l’italiano Enrico Fermi descrisse la formazione degli isotopi radioattivi bombardando gli atomi con appunto dei neutroni; dopodiché due scienziati tedeschi, Otto Hahn e Fritz Strassman, studiarono la fissione nucleare poi messa a punto nell’uranio (elemento particolarmente instabile) da Lise Meitner e Otto Frisch.

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La fissione nucleare consiste in una prima fase in cui l’Uranio, in particolare l’isotopo 235 (con isotopo si intende un’atomo dello stesso l’elemento in cui varia però il numero dei neutroni), viene bombardato con un neutrone e si scinde in Krypton e Bario con liberazione di energia elettrica e tre neutroni. Nella seconda fase uno dei neutroni viene assorbito dall’Uranio isotopo 238, uno può essere perso o colpire un altro elemento e continuare il ciclo, mentre l’ultimo colpisce un altro Uranio 235 che si spezza in 2 atomi e libera 2 neutroni e ancora altra energia, Nella fase tre i 2 neutroni liberati colpiscono altri due atomi di Uranio 235 i quali ripetono la fase uno dando origine a una reazione a catena che libera una quantità spropositata di energia.

Questa reazione a catena fu ipotizzata da Leo Szillard il quale, insieme ad altri due scienziati ungheresi, contattò Albert Einstein per paura che gli studi sulla fissione nucleare cadessero nelle mani della Germania nazista. Scrissero così una lettera all’ambasciatore statunitense e grazie all’intervento dell’economista Alexander Sachs si misero in contatto con il presidente Franklin Delano Roosevelt, il quale instituì il Comitato consultivo per l’uranio con a capo Lyman Briggs. Dopo alcune riunioni inconcludenti e dopo aver stabilito grazie agli studi di Fermi che gli isotopi fissili (ovvero capaci di dare fissione) al momento conosciuti erano l’Uranio 235 e il Plutonio 239, venne contattato Robert Oppenheimer che cominciò a lavorare sul problema della diffusione dei neutroni durante la fissione e sull’idrodinamica dell’esplosione riunendo un team di scienziati che arrivarono alla conclusione che miscelando nuclei di deuterio e tritio (ovvero gli isotopi “pesanti” dell’idrogeno rispettivamente con uno e due neutroni in più) si otteneva una bomba più efficiente, questo perché se durante la fissione l’onda di detonazione si muove attraverso dei nuclei di deuterio e tritio questi si fondono assieme dando origine alla fusione termonucleare, infatti dalla loro unione si origine elio (He) e un neutrone libero. Questo è anche il meccanismo che alimenta le stelle ed è alla base della bomba a idrogeno, che sarà poi costruita nel dopoguerra.

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Esattamente nel 1942 il test Manhattan crebbe d’importanza e da semplice progetto di ricerca diventò talmente prioritario da ricevere 2 miliardi di dollari dell’epoca, ovvero circa 28 miliardi dei giorni nostri. La prima reazione a catena autoalimentata fu la Chicago pile-1 guidata da Enrico Fermi ed è esattamente questo il giorno, ovvero il 2 dicembre 1942, in cui si è dato inizio all’era nucleare che ha avuto il suo apice nel bombardamento delle città di Hiroshima e Nagasaki, rispettivamente il 6 e il 9 agosto 1945.

La prima bomba, il cui nome in codice era Little boy (“ragazzino”), era una bomba a Uranio, mentre la seconda, in codice Fat man (“uomo grasso”), era una bomba al Plutonio simile a The Gadget, ovvero l’ordigno esploso nel test di Trinity che aveva avuto luogo il 16 luglio 1945.

L’esplosione di questi due ordigni pose fine alla seconda guerra mondiale, ma diede inizio all’era atomica. Nel 1949 infatti anche l’Unione sovietica mise a punto un ordigno nucleare e un anno dopo gli Stati Uniti, ovvero nel 1953, anche la pericolosa bomba a idrogeno, e con l’incrinarsi dei rapporti tra Stati Uniti e Russia ciò divenne preoccupante a livello mondiale. Nel frattempo l’energia nucleare cominciò a essere usata per scopi civili in sostituzione dei combustibili fossili e vennero costruite le prime centrali nucleari. Il loro uso tuttavia cominciò a subire delle battute d’arresto a causa di vari incidenti nucleari, il più grave di tutti forse quello del 1986 a  Černobyl’, in Ucraina. Ad oggi esistono comunque ancora molte centrali nucleari attive, in Italia ne erano presenti quattro, oggi tutte chiuse:

  • La centrale elettronucleare Enrico Fermi, a Trino, in Piemonte, chiusa nel 1990;
  • La centrale elettronucleare Caorso, a Caorso, in Emilia Romagna, chiusa nel 1990;
  • La centrale elettronucleare Garigliano, a Sessa Aurunca, in Campania, chiusa nel 1982;
  • La centrale elettronucleare Latina, a Borgo Sabatino, nel Lazio, chiusa nel 1987.

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Antonella Augello

Descrizione: Nata a Sciacca il 28 settembre 1995. Attualmente studia presso la facoltà di Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Palermo.