Primarie PD : Cosa sono e come funzionano

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In questo clima politico burrascoso,  forse l’unico spiraglio di  “democrazia” che noi cittadini riusciamo ancora a percepire sono le Primarie del PD, che hanno come scopo quello di delineare una leadership di partito. Molto spesso oltre che a delineare una leadership, le primarie indicano anche chi sarà il futuro candidato premier. Quindi, quando si parla di primarie tendiamo a far coincidere la candidatura a premiership per il paese con la leadership di partito.

images_Universita_pd_logoCome funzionano?
Solitamente, le primarie sono costituite da due fasi:

La prima è caratterizzata dallo svolgimento della Convenzione Nazionale e la candidatura a Segretario Nazionale dove possono essere candidati e sottoscrivere le candidature a Segretario nazionale e componente dell’Assemblea nazionale solo gli iscritti in regola con i requisiti di iscrizione presenti nella relativa Anagrafe,  alla data nella quale viene deliberata la convocazione delle elezioni. E per essere ammesse alla prima fase del procedimento elettorale, le candidature a Segretario devono essere sottoscritte da almeno il 10% dei componenti dell’Assemblea nazionale uscente o da un numero di iscritti compreso tra millecinquecento e duemila, distribuiti in non meno di cinque regioni. Un regolamento ad hoc, peraltro, stabilisce di volta in volta tempi e modalità di svolgimento delle riunioni in vista della prima fase.
Chi vince la prima fase?
risultano ammessi all’elezione del Segretario nazionale i tre candidati che abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il cinque per cento dei voti validamente espressi e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il quindici per cento dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno cinque regioni o province autonome.
-La seconda fase consiste nello svolgimento, appunto, delle elezioni primarie, aperte a tutti gli elettori, ossia tutte le persone che al momento del voto rientrino nei requisiti previsti (i classici) e devolvano un contributo di entità contenuta. Gli elettori sono sostanzialmente invitati a votare, nel menu di candidature già selezionate dagli iscritti, il candidato alla leadership, cioè alla premiership, che ritengono più idoneo, perché l’obiettivo della leadership del partito è il governo del Paese non il governo del Partito, o meglio le due cose stanno insieme, altrimenti sarebbe una sovrastruttura ideologica. D’altronde a che serve un segretario di partito se non è il migliore candidato alla guida del Paese?
Naturalmente in caso di ballottaggio vince il candidato Segretario collegato al maggior numero di componenti dell’assemblea.
Le ultime primarie si sono svolte il 30 aprile scorso,  i candidati in corsa  per la poltrona da Segretario “dem” erano in tre: il ministro della Giustizia Andrea Orlando , il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’ex premier Matteo Renzi.
A trionfare è stato Matteo Renzi, con il 69,2% dei voti.

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Davide Parlapiano

Davide Parlapiano

Inventore e direttore del Blog "L'urlo Cittadino". Nato a Palermo nel 1994. Attualmente Consulente FinTech presso PwC Italy e studente III°Anno in Computer Science Engineering, presso SUPINFO INTERNATIONAL UNIVERSITY Trapani Campus.