Politica? Disinteresse giovanile

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Viviamo nel XXI secolo, in un periodo buio, inondato da catastrofi: economiche, politiche e socio-religiose. Viviamogiovani in un presente dove i giovani, sommersi da mille astratte responsabilità, vengono considerati il perno portante del mondo-il motore della società.

A tal proposito ci si chiede spesso, se i giovani si impegnino nel sociale, se sentano davvero l’incarico di migliorare e gestire la società attuale,  o semplicemente se si interessino alla politica. L’antico filosofo Aristotele definiva la politica come l’arte dell’amministrare la polis, alla quale tutti i cittadini partecipavano per il bene comune. Ai giorni d’oggi, purtroppo, i giovani, indignati da una politica corrotta, guardano il tutto con ribrezzo e amarezza, lasciando ai commenti più ingiuriosi, prendere il sopravvento.

Il sondaggio svolto dal  Demopolis per “ l’Espresso ” dimostra, che ai giovani l’attuale politica non interessa: tre ragazzi su quattro non  seguono affatto la politica, più della metà non si identifica in nessuna fazione, né di destra né di sinistra, e un ragazzo su tre non saprebbe chi votare. Nel 1983 solo l’11 per cento dei giovani non era interessato a votare, mentre oggi sono il 27 per cento: due volte e mezzo in più.

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Da ciò si desume, che non si crede più nell’importanza delle politica, alla forza della legislazione e ai poteri dell’intero Stato. Purtroppo quel che ci preoccupa di più, non è la sfiducia dei giovani rispetto alla politica, ma della politica rispetto ai giovani. Infatti, i partiti sono stati i primi a concentrarsi solo ed esclusivamente sugli anziani, in quanto si pensa che: sono tanti, continuano ad aumentare e vanno a votare di più rispetto a giovani.

Per arginare allora la fiducia, ormai assente, in chi ci governa o ci dovrà governare, bisognerebbe un immediato piano, che parta  in primis dalle istituzioni e coinvolga tutti, giovani e non. Si potrebbe estendere, ad esempio,  il diritto di  voto anche a chi ha compiuto il 16esimo e 17esimo anno di età, in modo tale da arginare il problema del processo elettorale in continuo calo, atto adottato dal Partito Democratico nelle primarie.

Nonostante non sia un periodo fertile e giocondo per la politica italiana, non bisogna rinunciare di interessarsi della propria vita. Perché è importante sapere , che la politica si occupa di noi, allora a nostra volta dobbiamo, per il bene del nostro futuro, prendere una posizione ed avvicinarci ad essa. Bisogna esaminare il nostro, “io” Kantiano, rendere trasparenti i nostri pensieri e valori ed affiancarli alla fazione politica che più rispecchi i nostri ideali. Ideali importanti ed essenziali, al fine di sentirsi parte integrante di un movimento politico, che lotti per i propri diritti e doveri, impegnandosi a garantirci un futuro stabile, a noi e ai nostri cari!

La politica è vita, e come tale dobbiamo viverla!

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Davide Parlapiano

Davide Parlapiano

Inventore e direttore del Blog "L'urlo Cittadino". Nato a Palermo nel 1994. Attualmente Consulente FinTech presso PwC Italy e studente III°Anno in Computer Science Engineering, presso SUPINFO INTERNATIONAL UNIVERSITY Trapani Campus.