No agli abusi. No al femminicidio. Il 25 Novembre si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne

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“Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!” Queste sono le parole che W. Shakespeare dedica alle donne.
Le donne vanno rispettate, amate, scelte, volute e non picchiate tra le mura domestiche o violentate per strada. Stop alla violenza sulle donne. Stop al femminicidio. Si celebra oggi 25 novembre la Giornata mondiale contro la violenza alle donne istituita dall’Onu nel 1999.
La data scelta non è a caso ma in ricordo dell’assassinio, nel 1960, delle tre sorelle Mirabal, torturate, massacrate a colpi di bastone, strangolate e gettate in un precipizio con la loro auto per via del loro tentativo di contrastare il regime del dittatore dominicano Trujillo.
Vittime di compagni gelosi, le donne sono sempre più spesso al centro della cronaca per storie di violenza fisica e sessuale, omicidio, persecuzione e stalking. Nessuno può negare che da qualche tempo, questo fenomeno, è diventato una piaga che l’umanità, purtroppo, non è ancora riuscita a sanare. Nonostante il passare degli anni, i ricambi generazionali, il varo di nuove leggi, ancora oggi milioni di donne subiscono violenze di ogni tipo, non solo in Afghanistan o negli altri Paesi arabi e del Terzo Mondo dove sono permesse pratiche come le mutilazioni genitali e la lapidazione, ma anche nei Paesi occidentali.
Secondo i dati Istat di giugno 2015, in Italia 6,788 milioni di donne hanno subìto una qualsiasi tipo di violenza, fisica o sessuale, nel corso della loro vita. Solo nell’ultimo anno sono state 152 le vittime di femminicidio. Il 31,5% del totale e la loro età oscilla tra i 16 ed i 70 anni. Numeri esorbitanti per una società civile come la nostra che si proclama ricca di valori.
Il 25 novembre dovrebbe essere un giorno di riflessione collettiva sulla gravità di questo fenomeno, cercando di trasmettere e di ricordare che la violenza sulle donne è una forma di discriminazione e una violazione dei diritti naturali dell’essere umano.
Bisogna osservare e dare il giusto peso ai primi segnali allarmanti di violenza che potrebbero essere: un urlo improvviso, uno schiaffo, una gelosia esagerata. Tra le varie cause di una violenza sessuale possiamo trovare: un’ostilità e un orientamento distruttivo verso le donne che nasce sia dall’insicurezza maschile che dal desiderio folle di controllare e dominare la donna; un narcisismo maschile che induce l’uomo a vivere in modo egocentrico la propria relazione, tralasciando i bisogni del partner; l’incapacità di saper gestire le proprie frustrazioni maturate in ambito lavorativo, personale e relazionale che accumulandosi conduce a molestie e maltrattamenti nei confronti della famiglia su cui proiettare il senso di colpa.
È fondamentale parlare, parlare con chiunque, dalla famiglia agli amici e denunciare alle autorità al primo segnale. Noi donne capiamo immediatamente se c’è qualcosa che non va, non bisogna pensare mai al forse cambierà o lui mi ama. Quando si verifica un episodio di violenza non è detto che sia l’ultimo. Non dobbiamo avere paura.
Ci auguriamo che sia a livello nazionale che internazionale la piaga del femminicidio e della violenza di genere venga debellata al più presto, e che si faccia anche in modo di eliminare la violenza nel suo complesso e nelle sue più varie sfaccettature.
Il colore dell’amore è rosso passione non viola tumefatto!

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Francesca Cottone

Francesca Cottone

Nata a Palermo nel 1983. Nel 2012 ha frequentato un master in giornalismo, presso l’Istituto Superiore di Giornalismo a Palermo. Ha collaborato per diverse testate online: Palermomania.it, AgrigentoOggi. Attualmente collabora con Giornale Cittadino Press.