I NEURONI SPECCHIO: L’APPRENDIMENTO UMANO E L’EMPATIA

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Una delle più importanti scoperte degli ultimi decenni nell’ambito delle neuroscienze è stata indubbiamente quella dei Mirror Neurons, ovvero i neuroni specchio.
Come molte delle più grandi scoperte fu quasi casuale: un team di ricercatori italiani guidati da Giacomo Rizzolatti durante degli esperimenti su un macaco con degli elettrodi collegati al cervello si accorse che mentre un ricercatore prendeva degli oggetti, nel cervello della scimmia si attivano dei neuroni che riproducevano il movimento ma senza che l’azione venisse effettivamente compiuta.
Questo permise di capire molto di più su come avviene l’apprendimento, ovvero tramite un meccanismo di attivazione per l’appunto a “specchio” di questi neuroni e si scoprì che erano presenti oltre che nelle scimmie in alcuni uccelli e cosa più importante di tutte nell’uomo.
Gli esperimenti vennero dunque ampliati al genere umano, dove è stato più difficile riconoscerli (ancora alcuni scienziati sono scettici in merito alla loro presenza nell’uomo) in quanto le attivazioni dei neuroni si possono esaminare solo attraverso le variazioni di flusso sanguigno dovuti ad esse. Anche nelle persone amputate si è riscontrata un’attivazione dei neuroni specchio per azioni motorie riguardanti gli arti persi ed è stato visto che questi non si attivano solo attraverso lo stimolo visivo dell’azione, ma anche uditivo infatti nelle persone non vedenti o ipovedenti si attivano se questi sentono un suono riconducibile a un azione o ascoltando un racconto o una descrizione di una o più azioni. Proprio per questi motivi si pensa che i neuroni oltre che dell’apprendimento siano anche alla base del sentimento di empatia nel genere umano e ciò ha fatto luce su una serie di malattie legate all’autismo, in primis la Sindrome di Asperger, in quanto è stato scoperto che nei soggetti autistici c’è una più scarsa funzione di questi neuroni. Benché il nome di questa sindrome possa risultare sconosciuto ai più in realtà è una malattia più diffusa di quanto si pensi, nella vita reale e nel piccolo e grande schermo. La sindrome di Asperger è un disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento ovvero non compromette l’intelligenza, il linguaggio o l’autonomia ma è una repulsione o incomprensione delle relazioni interpersonali e dei comportamenti sociali: ne è palesemente affetto il famosissimo e amato personaggio di Big Bang Theory Sheldon Cooper e molti altri.
Non vi è dunque dubbio che il sistema specchio dei neuroni sia stato una grande conquista non dell’individuo ma dell’intera specie in cui è presente in quanto ne ha sicuramente favorito l’adattamento e l’evoluzione, soprattutto per quanto riguarda l’uomo rendendolo la specie dominante.

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Antonella Augello

Descrizione: Nata a Sciacca il 28 settembre 1995. Attualmente studia presso la facoltà di Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Palermo.