Napordu, il fiore della rinascita, incanta Selinunte

32.1 copertina

L’Onopordum è un fiore “resistente” che predilige crescere nelle aree disabitate ed ai margini dei sentieri o ancora vicino a macerie. In Sicilia, quando l’arsura estiva ha reso tutto giallo e secco, il napordu si erge colorato e spinoso, riuscendo anche ad appagare il senso di sete.

32.3 Napordu, il fiore della rinascitaEzio Noto, ha scelto questa spina col capo colorato, come il paradigma dell’artista che in Sicilia, ma non solo, prova a dissetare la voglia di produrre bellezza nonostante tutt’intorno la terra sia arida e nera. Napordu così diventa prima il titolo di un brano e poi titolo di uno spettacolo che, con la direzione artistica di Giacomo Bonagiuso, all’alba del 19 agosto, è stato messo in scena nel parco archeologico di Selinunte, davanti al maestoso tempio di Hera.

Musica, teatro, danza e scultura hanno reso energico il saldo scenario del parco che in un giorno qualunque ha prodotto incanto, forza e ulteriore bellezza, rimarcando il fatto che la bellezza produce bellezza. Le musiche di Ezio Noto dunque eseguite dallo Stesso insieme a Valeria Cimò che ha prestato voce e tamburi a cornice, i Cattivo Costume da Pompei composto da Marco Milone e Roberta Izzo hanno offerto  voce, chitarra, didgeridoo e piccole percussioni, Mauro Cottone col suo violoncello, Nanni Cicatello alla batteria, Totò Randazzo al basso, Pasquale Augello alle percussioni, Marco Caterina al sax soprano e fiati, Pino Tortorici alla fisarmonica, Libero Reina alla chitarra, voce e didgeridoo ed infine Vincenzo Scaturro alla chitarra. Il teatro ha visto in scena Lucia Alessi, poliedrica e penetrante attrice che ha messo in scena nel suo ruolo di giullare diavolessa vari stati d’animo dai più cupi e violenti fino ad arrivare alla speranza ed alla rinascita, il fondo coreutico diretto da Massimo Pastore è stato narrato magnificamente dal coro teatrale TAM, Teatro Abusivo Marsala e Collettivo Urbano D’Arte di Castelvetrano con Giovanni Lamia, primus inter pares, che ha espresso pienamente con la sua straordinaria mimica il senso stesso dello spettacolo. La scultura “Il pianto di Agamennone”, opera del maestro scultore Salvatore Rizzuti, posta tra le colonne del tempio ha osservato silente tutto lo spettacolo. Infine Francesco Barbata, direttore di palco ha manovrato sapientemente i suoni.

32.4 Napordu, il fiore della rinascita«Sono passati alcuni giorni ormai dall’alba del 19 agosto ma ancora mi sento frastornato, confuso, incredulo, onirico, felice […] È una sensazione, una emozione lunga, durevole che mi toglie il fiato, le parole. Questa è una frase ricorrente in diversi post che ho letto sullo spettacolo “le parole non servono”. Ricordo gli occhi di tutti, gli sguardi che ho incrociato, gli abbracci lunghissimi e forti, i sorrisi, le lacrime, l’applauso finale. Io ringrazio tutti quelli che avete regalato la vostra passione per Napordu, perché avete dimostrato che quella povera spina partorisce la speranza. Infinitamente grato ad ognuno di voi.» dice Ezio Noto riguardo alla sua creatura.

Lucia Alessi afferma: «Un viaggio verso una nascita. Un parto non uno spettacolo. Con tutti i dolori del travaglio e l’immensa felicità per aver messo al mondo una creatura tanto sensibile quanto forte. Napordu è stato questo!»

I Cattivo Costume confermano: «È stato innanzitutto l’incontro di tre uomini visionari: Ezio Noto scrittore, cantautore, musicista, Giacomo Bonagiuso direttore artistico del Selinunte Festival della Luce, Massimo Pastore regista del coro teatrale e di anime d’arte che hanno accolto e alimentato la loro scintilla, creando un evento unico in uno dei luoghi più densi di storia al mondo. Noi grati ed onorati di averne fatto parte.»

Tanti gli spettatori presenti all’alba del 19 agosto, tanti con lo stupore negli occhi, tanti i commenti positivi a confermare che  in Sicilia produrre bellezza è ancora possibile!

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Patrizia Noto

Patrizia Noto

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali indirizzo Archeologico e master in Esperto della Valorizzazione del Patrimonio Storico Culturale Siciliano. Ha pubblicato un opuscolo, Le Pietre di Caltabellotta, con un percorso visivo. Attualmente lavora, insieme alla sua Associazione SiciliAntica di cui è Presidente, alla pubblicazione di altri due libri sulla tradizione caltabellottese. E-mail: patrizianoto@libero.it