Lu munnu è ribelli …

30. copertina

30. copertinaIl quinto mese dell’anno, Maggio, è il mese della fecondità e del risveglio della natura. L’antico nome latino Maius potrebbe derivare dalla dea romana Maia, dea della terra, dell’abbondanza e della fertilità.

Per dare il benvenuto al nuovo mese, i caltabellottesi hanno un’usanza peculiare di atavica memoria che trova collegamento con riti pagani; infatti è una tradizione tutta caltabellottese quella che vede porre davanti agli usci di casa, il primo Maggio, un omaggio floreale alla primavera composto dai fiori di campo raccolti il giorno precedente, col preciso scopo di avere un anno prospero.

 

Anche il 3 di Maggio assume caratteristiche singolari: è il giorno di fermo, la credenza popolare la ritiene infatti una data nefasta, in cui i diavoli si scatenano creando pericoli materiali e cercando di impossessarsi di anime da spedire all’inferno. Qualsiasi attività importante è proibita per non imbattersi in pericolosissimi inconvenienti: non si scioglie sapone, non si impasta, non si fanno le trecce… Si racconta che il 3 Maggio di un anno imprecisato un uomo apparso a tre donne abbia detto loro di non lavare i panni al fiume perché era un giorno sventurato, le tre però scesero ugualmente al fiume e sciolsero il sapone che sarebbe servito per pulire i loro panni.  Non avendo voluto ascoltare il monito dell’uomo, furono  trasformate in pietra.

La festa del 3 Maggio, è considerata come l’esaltazione della Santa Croce, dunque dedicata al Santissimo Crocifisso. Si era soliti, durante la giornata, raggiungere in pellegrinaggio la Croce che si trova nella parte bassa del paese, a Cozzo Mamao, e recitare una preghiera esicasta, dedicata a Gesù, che consiste nella ripetizione costante della stessa formula, utilizzando i grani della Coroncina del Rosario, facendola girare per ben 21 volte, in realtà sarebbero 20 ma l’ulteriore giro permette di recuperare a qualche distrazione avvenuta durante la recita! La preghiera viene così recitata e conclusa sulla “Croce” girando attorno ad essa e dice nei grani grandi: U munnu è ribelli e s’hava a cuitari, si ‘ncontru un nimicu ‘nfirnali ci dicu can un havi chi mi fari picchì lu jornu d’a Santa Cruci haju dittu milli voti: Gesù. I grani piccoli accolgono la seguente preghiera: Gesù Santa Cruci ajutatimi vu. Oggi il luogo risulta pressoché abbandonato e il rituale ha trovato nuova collocazione nella chiesa dei Cappuccini.

 

30. san calogeroL’Ascinzioni, l’Ascensione fissata dalla CEI 40 giorni dopo la Pasqua, quasi sempre ricade nel mese di Maggio e la tradizione caltabellottese vuole che numerosi fedeli intraprendano un lungo pellegrinaggio di una ventina di chilometri circa, che partendo alla mezzanotte da Caltabellotta, muniti di torcia, cibo, a volte a piedi scalzi e in preghiera, li porta, attraversando numerose trazzere, stradine sterrare di campagna, alla Basilica di San Calogero che si trova sul monte Kronio nel territorio di Sciacca. Il predetto monte ha una sua ancestrale funzione curatrice essendo lì presenti un complesso termale e una serie di grotte di origine carsica, sfruttate sin dall’antichità a fini terapeutici. Ancora oggi chi non ha la possibilità di raggiungere il monte di Sciacca, nel giorno dell’Ascensione fa visita alla tomba a grotticella posta sul versante nord-occidentale del monte Gulea che è stata trasformata nel tempo in edicola votiva e dedicata a San Calogero, in essa infatti si può ancora vedere in parte purtroppo un affresco del XV secolo raffigurante il Santo che ha bisogno di un immediato intervento di conservazione.

 

Maggio è anche il mese dedicato alla Madonna. La chiesa di Sant’Agostino accoglie tutti i fedeli che portando fiori e recitando preghiere si riuniscono nella chiesa che custodisce Maria Santissima dei Miracoli affinché aiuti loro e li protegga.

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Patrizia Noto

Patrizia Noto

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali indirizzo Archeologico e master in Esperto della Valorizzazione del Patrimonio Storico Culturale Siciliano. Ha pubblicato un opuscolo, Le Pietre di Caltabellotta, con un percorso visivo. Attualmente lavora, insieme alla sua Associazione SiciliAntica di cui è Presidente, alla pubblicazione di altri due libri sulla tradizione caltabellottese. E-mail: patrizianoto@libero.it