La Dottoressa Pina Trapani: una vita in Comune

Dott.ssa Pina Trapani

Il 9 di novembre il Palazzo Comunale e i suoi dipendenti hanno salutato la Dottoressa Pellegrina Trapani, caposettore degli affari generali, che dopo trentotto anni di onorata carriera è arrivata alla pensione.

La Signora Trapani, 63 anni, si è diplomata all’istituto magistrale e ha conseguito la laurea in pedagogia all’Università degli Studi di Palermo.

A un anno dalla laurea è stata assunta, per un progetto di ricerca, dal comune di Caltabellotta grazie alla legge 285.

Oggi,24 novembre, abbiamo il piacere di incontrarla per rivolgerle alcune domande.

– Dottoressa Trapani, cosa prevedeva il progetto per il quale è stata assunta?

 Era un progetto di ricerca della durata di un anno nell’ambito della tutela e fruizione dei beni culturali e mi occupavo di raccogliere notizie dalle delibere di giunta dal 1861 fino ai giorni nostri. Le note culturali delle mie ricerche sono state utilizzate, negli anni a venire, da molti ricercatori che sono arrivati qui a Caltabellotta per iniziare o completare i loro studi.

 Dopo la fine dell’anno di progetto è stata assunta di ruolo?

 Sì, ho fatto il concorso per titoli d’esame e, grazie a esso, sono rimasta nei ruoli comunali. Nel 1985 sono diventata capo ufficio assistenza, cultura, turismo e sport. Nel 1997 la legge Bassanini creò i settori quindi sono diventata responsabile di settore per gli affari generali.

 Si è sempre occupata dell’ambito culturale?

 Be’, diciamo che l’ambito storico culturale è sempre stato il mio debole! Ho, anche, curato la parte storico-archivistica del Comune ma non è stato possibile creare un archivio come prevede la legge per mancanza di fondi. Spero davvero che chi mi succederà possa realizzarlo in futuro.

 Com’era la sua giornata tipo negli uffici comunali?

 La giornata iniziava alle 7:30, poi bisognava organizzare il lavoro del giorno, calendarizzare le scadenze. Aiutavo i responsabili di servizio a emettere gli atti che a volte erano di routine e altre volte più complessi. Parte del tempo lo trascorrevo a telefono per fare consulenze o per consultarmi con i colleghi dei paesi limitrofi. Ma la cosa più importante del mio lavoro era lo studio delle novità sulle leggi da applicare, cosa che spesso facevo anche a casa.

 Si portava il lavoro a casa?

 Eh sì, andavo via con la borsa piena di documenti, soprattutto quando c’erano le scadenze che erano spesso giornaliere. Lo studio effettivo lo facevo in casa ma sempre dopo le 22:00, prima dovevo accudire la mia famiglia [sorride].

 C’è qualche aneddoto particolare che vuole raccontarci?

 Di aneddoti ce ne sarebbero tanti ma ricordo con affetto il mio primo maestro, il Segretario Ignazio Cucchiara. L’anno prima che entrassi di ruolo mi fece lavorare, a turno, in tutti gli uffici. Vedendomi così girovaga alcuni giovani amministratori mi prendevano in giro dandomi della “tappa buchi”. Chiesi al Segretario di assegnarmi una scrivania dove poter fare il mio lavoro come tutti e lui mi disse: “Lei un giorno sarà dirigente e un dirigente deve conoscere ogni ufficio comunale. Oggi piange ma vedrà che mi ringrazierà!” Aveva ragione e ancora oggi lo ringrazio per avermi insegnato tutto ciò che so!

 Com’è la vita da pensionata?

 Ma in realtà non l’ho ancora assaporata del tutto. Capita che i miei vecchi colleghi mi chiamino per consigli o perché non riescono a trovare dei documenti. Una cosa però ho potuto gustare: la sveglia alle 8 e prendere il primo caffè seduta comodamente! [ride]

– La sua famiglia come ha reagito al fatto di averla finalmente tutta per loro?

 [ride] Mio marito è felice che il ruolo di cuciniere sia tornato a me! Ora c’è il nipotino di cui occuparsi ma non voglio neanche tralasciare i miei interessi e, infatti, ancora oggi, la sera una sbirciata alle novità sulle normative la do.

 Progetti futuri?

 Vorrei riprendere le ricerche sulle delibere con cui ho iniziato la mia carriera, spero di avere presto l’autorizzazione da parte dell’amministrazione. Vorrei impegnarmi nel sociale, soprattutto in chiesa. Vorrei portare avanti un progetto, che è già in itinere, sul turismo scolastico, insieme all’associazione turistico-culturale “Kratas Tour”, della quale da poco faccio parte.

 Bene, si tiene sempre impegnata. C’è qualcosa che vuole dire ai nostri lettori?

– Un consiglio che posso dare è quello di lavorare nell’interesse degli altri e non per fini personali. Non si lavora per lo stipendio ma per lasciare qualcosa alla comunità. Non pensate solo ai soldi per poi lasciare che il vostro lavora lo facciano gli altri. Sei soddisfatto quando inizi un progetto e sei tu a portarlo a termine. Auguro a tutti una bellissima carriera come lo è stata la mia. Ho avuto molte soddisfazioni!

Grazie alla Dottoressa Trapani per il tempo che ha concesso a noi de “L’Urlo Cittadino”. Il grazie più grande, però, arriva da tutta la comunità di Caltabellotta per l’impegno e la dedizione con cui la Dottoressa Pina Trapani ha svolto i suoi compiti. Ad maiora semper!

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Lilli Nicolosi

Lilli Nicolosi

Nata a Ribera nel 1987. Nel 2014 ha frequentato un corso di redazione presso la Casa Editrice “Navarra Editore” e ha collaborato con il giornale web “Palermomania”. Attualmente assistente di agronomo.
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2 Commenti in "La Dottoressa Pina Trapani: una vita in Comune"

  1. Avatar Pina Trapani | dicembre 2, 2015 at 2:51 pm |

    Grazie e complimenti a Lilli Nicolosi e a tutua la redazione. In bocca al lupo e buona continuazione. PINA Trapani

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