Intervista a Pino Pipia

Caltabellotta.

E’ ormai indubbio e agli occhi di tutti che la bufera d’acqua abbattutasi su Caltabellotta lo scorso 25 Novembre abbia provocato, oltre ad ingenti danni al paese, anche problemi e disagi ai cittadini, soprattutto per quanto concerne  la viabilità del paese.
Quello che, noi redazione de l’Urlo ci siamo chiesti, credendo di rappresentare un po’ il parere di tutti, è cosa questa situazione di criticità abbia comportato alle attività del nostro paese, e nello specifico abbiamo fatto due chiacchiere col signor Pino Pipia, titolare di una nota attività caltabellottese, che ha pesantemente risentito della situazione proprio perché situa in una delle strade interrotte al traffico.
Si riportano di seguito le parole del signor Pipia, che ringraziamo per la completa disponibilità e gentilezza.

Buongiorno, la prima domanda che voglio porgerle è: l’alluvione abbattutasi su Caltabellotta, e i disagi arrecati alla comunità, ha avuto delle ripercussioni sulla sua attività che si trova in una delle vie di maggior disagio, proprio per questo chiusa al traffico?
L’alluvione che si è abbattuta su Caltabellotta, ha provocato numerosi danni; poiché il danno delle frane ha insistito sulla via Fontanelle, ha fatto si di interrompere la viabilità attraverso la strada IV Novembre, lasciandola al transito dei soli residenti. Ciò ha provocato un calo di afflusso di clienti non indifferente. La neve, poi, ha peggiorato ancora di più la situazione. La suddetta via è stata trascurata, provocandone la non viabilità per parecchi giorni”.

Dopo tanti anni di esperienza nel settore del commercio, ha subito un calo delle vendite?
“Assolutamente si, in questo periodo si è registrato un fortissimo calo nelle vendite”.

E’ stato sostenuto dall’amministrazione comunale, per far fronte al problema?
“L’amministrazione comunale, malgrado le lamentele non solo mie, ma anche da parte dei gestori dell’altra attività che è in zona, si è completamente disinteressata dei nostri problemi. Le nostre attività commerciali sono tenute in considerazione solo per il pagamento dei tributi. Più volte si è chiesto di poter avere, per le due attività, parlo anche per il panificio, almeno due posti macchina, per poter permettere ai clienti di effettuare gli acquisti in modo sereno. Non abbiamo mai avuto, come in tutti i paesi civili, uno spazio riservato per lo scarico merci; la mattina, quando arriva il furgone con i giornali, non danno nemmeno il tempo di scaricare la cassetta che subito si ode il clacson di qualcuno agitato o il fischietto dei vigili. In questo periodo nessuno si è preoccupato del disagio che si è creato e, regolarmente, ogni mattina, vado incontro al corriere, perché in piazza col furgone non è possibile arrivare e ciò avviene anche per tutti gli altri corrieri, costringendomi anche a chiudere l’attività”.

Cosa si augura per Caltabellotta?
“Per Caltabellotta mi auguro un futuro più roseo, ma fatto non solo di fantasticherie, perché come accennato poc’anzi, non c’è la volontà del rispetto per chi, ancora oggi, nonostante lo svuotamento emorragico del Paese, si ostina a mantenere aperta un’attività. La situazione si aggrava ulteriormente quando si crea una sorta di stravolgimento della viabilità, l’isolamento di alcune zone e, ora che stiamo per rimanere anche isolati a causa del dissesto delle strade provinciali, non vedo nessuno spiraglio all’orizzonte”.  

Queste le parole del signor Pipia, che ahimè, rispecchiano un po’ la situazione in cui verte in questo momento Caltabellotta. L’augurio nostro, e credo di tutti i cittadini, è che Caltabellotta possa tornare a splendere di luce propria.

 

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Serena Barbiera

Serena Barbiera

Nata a Sciacca l’8 dicembre 1992. Attualmente studia economia e finanza presso l’Università degli studi di Palermo.
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