INTERVISTA AI FONDATORI DELL’ASSOCIAZIONE DRIBBLING APC

Dribbling apc

L’associazione sportiva “Dribbling APC” , fondata da tre giovani ragazzi pieni di voglia di fare e spinti dall’amore per lo sport, ha permesso di mettere in azione il campo di calcetto “Giovanni Paolo II” di Caltabellotta. Questo centro sportivo, infatti, versava in condizioni di totale abbandono: manto del campo distrutto, reti di recinsioni bucate, spogliatoi inagibili e addirittura abitati da migranti nel periodo invernale! Adesso lo sport grazie a questa associazione, ha potuto riprendere vita e ha permesso di rendere impegnate le serate del mese di agosto organizzando l’ormai famoso torneo di calcetto estivo” Città di Caltabellotta”, che ha riscontrato successo anche nei paesi limitrofi.

La Redazione de L’urlo Cittadino ha voluto dedicare uno spazio del Blog alla “Dribblig APC”, intervistando due dei tre fondatori e ormai gestori di tale associazione.

Intervista a Michele Pipia:

– Quando nasce l’idea di dare inizio all’associazione sportiva “Dribbling APC” e cosa ha spinto due giovani ragazzi a concretizzarla?

L’idea nasce nel giugno del 2013, quando dopo tante proposte e svariati tentativi a vuoto, si concretizzò la possibilità di riapertura del campo di calcetto. Ma non posso non ricordare che le vere radici di questo progetto nascono da un lavoro costante e determinato del gruppo di ragazzi facenti parte del circolo dei Giovani Democratici di Caltabellotta, che ancora non conoscevo, ma con i quali è poi nato un grande legame. La riapertura del campo di calcetto però fu solo possibile grazie ad una indispensabile collaborazione tra la nostra associazione, l’amministrazione comunale pro tempore e l’ufficio tecnico del comune di Caltabellotta. Noi soci della Dribbling A.P.C. siamo ragazzi cresciuti, come simpaticamente si suole dire, “a pane e pallone”, quindi è facile rispondere che il nostro progetto è stato alimentato da una grande passione sportiva, soprattutto calcistica, e da un grande amore per il nostro paese.

-Come è stata presa, da parte dell’amministrazione comunale, l’iniziativa di incentivare lo sport? Vi sono state delle difficoltà per la realizzazione di questa associazione?

La nascita della nostra associazione non incontrò particolari difficoltà, e certamente fu ben accolta dagli amministratori pro tempore. Come accennato in precedenza, infatti, si rese necessaria una fruttuosa sinergia per poter realizzare i lavori utili alla riapertura del campetto. Ritengo che le associazioni possano costituire il vero motore di una piccola comunità come quella di Caltabellotta e S. Anna, e che pertanto esse vadano supportate in maniera decisa dalle varie amministrazioni comunali. Mi duole, purtroppo, constatare che attualmente sembra esserci un totale disinteresse da parte degli amministratori verso qualsivoglia tipologia di pratica sportiva, non solo calcistica. Mi dispiace enormemente rilevare che probabilmente non viene attribuita allo sport in generale l’importanza che meriterebbe come attività sociale, educativa, ricreativa e soprattutto salutare.

– E’ stata messa in conto la possibilità di un eventuale fallimento investendo in un paese ormai poco popolato come Caltabellotta?
14352619_10209129498186083_7086242414964015423_oCredo sia evidente il fatto che il nostro amato paese stia subendo un vertiginoso calo demografico, considerando sia le soglie di mortalità/natalità, sia la necessità dei giovani caltabellottesi di “emigrare” in cerca di lavoro e nuove opportunità. Era ovviamente un trend prevedibile ma sicuramente non ci saremmo mai aspettati un calo così rapido. Credo però che sia sbagliato parlare di “investimento”, in quanto il nostro obiettivo è sempre stato quello di offrire un servizio agli sportivi del nostro territorio senza alcuno scopo di lucro. Purtroppo, a differenza del periodo iniziale, soffriamo molto di questo calo demografico e delle pochissime partite che vengono giocate in autunno/inverno, riuscendo a mala pena a sostenere le spese di gestione della struttura (assicurazioni, canone campo, spese luce e gas, manutenzioni varie) e ciò grazie soprattutto al torneo estivo che anno dopo anno riscuote sempre un discreto successo. Pertanto finché saremo in condizione di poter sostenere le spese di gestione, credo che sia un “investimento” andato a buon fine visto che comunque è un servizio che oramai da tre anni funziona abbastanza bene.

-L’associazione si è dedicata esclusivamente al calcetto, era questa l’intenzione iniziale o si tiene conto anche di ampliare le attività come magari il tennis o la pallavolo?

Pur essendo la Dribbling A.P.C. nata nello specifico ai fini della gestione del campo di calcetto, lo statuto della nostra associazione prevede diverse attività sportive oltre al calcio, tuttavia finora il calcio stesso è stata l’unica attività a cui ci siamo dedicati. La possibilità di ampliare le attività sportive praticabili è però strettamente collegata alla ancanza di strutture sportive nel nostro paese e soprattutto alla mancanza di disponibilità di quelle poche strutture, come la palestra comunale per il cui utilizzo vengono richieste somme troppo alte, insostenibili per qualsiasi associazione operante sul territorio, e ciò a differenza di altri comuni vicini al nostro, dove si cerca di incentivare l’attività sportiva. Va anche precisato che la nostra convenzione prevede solo la gestione del campo di calcetto e non rientra nella nostra disponibilità il, seppur malandato, campo di tennis. Voglio infine sottolineare che sono state proposte nuove manifestazioni sportive di una certa rilevanza, riguardanti il ciclismo e il podismo, ma che purtroppo, e ciò non mi sorprende, non hanno ricevuto adeguata considerazione, da chi di competenza, diversamente a quanto avviene in tutti i paesi limitrofi.

Intervista a Pino Mario Colletti:

-L’interesse da parte dei giovani verso lo sport sta crescendo o è in calo?

L’interesse è di pochi. Noi ci occupiamo prettamente di calcio e vi assicuro che chi ama il calcio non può farne a meno. Attualmente è possibile, presso la struttura del campo di calcetto, fare scuola calcio per bambini: a mio avviso è da li che si deve partire, i piccoli devono essere abituati alla pratica sportiva sin da subito. L’interesse è evidentemente in calo, ma più che l’interesse il vero problema è l’esigenza che i giovani hanno di evadere da Caltabellotta. Anche se ormai siamo davvero in pochi, noi continueremo ugualmente a proporre e a inventare per i prossimi anni, cosi com’è stato fatto finora.

-Si è mai pensato di dare vita ad una vera e propria squadra di calcetto che rappresenti il paese di Caltabellotta?

14258302_10209129500186133_986885433231901004_oSin da subito questa era una delle nostre priorità. Per disputare un torneo interprovinciale di calcio a cinque la squadra ha bisogno di 5000 euro circa a fondo perduto per iscrizione al torneo, visite mediche dei giocatori, assicurazioni e trasferte (queste sono le voci principali). Evidentemente il problema sono proprio i soldi. Il muro insormontabile contro il quale ci siamo dovuti sempre scontrare è stato il totale disinteresse delle amministrazioni a far sì che questi soldi potessero, almeno per una volta, essere destinati allo sport ed in particolar modo ad una squadra di calcetto. Credo proprio che Caltabellotta sia l’unica città che non abbia una squadra di calcio che la rappresenti. Pazienza!

– Per l’inverno prossimo, considerando la partecipazioni da parte di squadre al di fuori di Caltabellotta, è previsto un torneo?

Il torneo invernale, che in realtà è un vero e proprio campionato (e qui mi ricollego alla precedente domanda), è stato organizzato per due anni con discreto successo, per far sì che durante il fine settimana potesse svolgersi un campionato alternativo a quello interprovinciale del quale parlavamo prima e per il quale non si riescono a trovare i “famosi” soldi. E’ davvero improbabile che gente di fuori si rechi a Caltabellotta per partecipare ad un campionato lungo, freddo e con poca visibilità, motivo per cui durante le precedenti edizioni hanno partecipato solo ragazzi di Caltabellotta e Sant’ Anna. Purtroppo, lo scorso anno, il campionato non è stato organizzato per mancanza di partecipanti e credo che se ne sia sentita la mancanza, dato che in tanti mi hanno chiesto di organizzarlo nuovamente. Noi ci stiamo già muovendo per cercare di rimetterlo in moto.

– Quello che è stato costruito in questi anni dall’associazione “DribblingAPC” era previsto nel progetto iniziale? Si può definire un successo o unfallimento?

14289766_10209129472025429_792151128446701094_oLa Dribbling è nata per un unico progetto: riaprire il campo di calcetto. Da allora tanto è stato fatto e molte nuove idee sono venute pian piano. Il fiore all’occhiello dell’associazione è sempre stato il torneo “Città di Caltabellotta” che, da cinque anni, durante il mese di agosto, riscuote davvero un ottimo successo tra i ragazzi di Caltabellotta e dei paesi vicini. Mi ritengo soddisfatto perché so che se a Caltabellotta un bambino gioca a calcio e sorride, allora è anche un po’ merito mio. L’urlo Cittadino ringrazia vivamente i fondatori della “Dribbling APC” per la loro disponibilità ed augura un futuro pieno di sport, il tutto sempre sostenuto da un’immancabile dose di energia condivisa da tutta la popolazione caltabellottese e limitrofa!

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Davide Parlapiano

Davide Parlapiano

Inventore e direttore del Blog "L'urlo Cittadino". Nato a Palermo nel 1994. Attualmente Consulente FinTech presso PwC Italy e studente III°Anno in Computer Science Engineering, presso SUPINFO INTERNATIONAL UNIVERSITY Trapani Campus.