I giovani e la scuola: quando lo studio diventa un disagio

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La scuola è una delle istituzioni che, assieme alla famiglia, ha il difficile compito di preparare i giovani alla vita sociale. È il luogo dove i ragazzi imparano a crescere, a socializzare, a costruire legami di amicizia e il loro stesso futuro. Allo stesso tempo, però, la scuola è vissuta da molti come una delle esperienze più difficili da affrontare.

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In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo aumentano le situazioni di disagio personale, provocate nella maggior parte dei casi da una percezione negativa di sé, che portano i giovani ad avere difficoltà nelle relazioni con docenti, colleghi e, nei casi più gravi, a tragiche conseguenze. Di tragedie avvenute in ambito scolastico e universitario ci raccontano le notizie di cronaca. Riuscire a trovare una risposta a quella che è la drammatica decisione di questi ragazzi che, sotto la pressione di un sistema scolastico, sociale e familiare, decidono di togliersi la vita, non è per niente facile. Ci si ammazza per un mancato successo, per infelicità, per un lavoro perso o mai trovato, per un amore finito; ci si ammazza anche per lo studio. Giovani spesso soffocati da troppi carichi, troppe ansie, quali possono essere: il non riuscire a superare un esame universitario; il non realizzare i propri sogni; il non volere/dovere deludere i progetti e le aspettative dei propri genitori, etc.

Nel Settembre del 2010 l’Università degli Studi di Palermo è stata sede di un tragico episodio: la morte di un giovane dottorando ventisettenne che si gettò dal settimo piano dell’edificio della facoltà di Lettere e Filosofia. Gesto che destò grande scalpore e accese i riflettori sulla condizione di precarietà e insicurezza che vivono molti giovani i quali sperano, troppo spesso invano, di costruirsi un avvenire nel mondo accademico. Storie simili a quelle di tanti altri ragazzi in diverse città italiane che hanno avuto lo stesso tragico epilogo: la fine di una sofferenza, di un disagio personale ma anche del prezioso dono della vita ricevuto.

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Ha avuto invece risvolti positivi il dramma vissuto pochissimi giorni fa, sempre nell’ateneo palermitano, da un giovane ventiseienne di Mazara del Vallo. Accompagnato dai suoi genitori, si è recato presso la Facoltà di Economia per sostenere quello che sarebbe dovuto essere il suo ultimo esame, prima della tesi finale per il conseguimento del titolo accademico. Almeno questo è quanto aveva raccontato ai suoi amici e agli stessi genitori. Ma a quell’esame il giovane non si è mai presentato. I genitori stavano ritornando a casa quando la mamma ha ricevuto sul proprio cellulare il messaggio: “Vi ho traditi. Non ho dato esami in questi anni. La faccio finita”. E così quello che sarebbe dovuto essere un giorno di felicità per quei genitori si stava trasformando in una vera tragedia. Gli stessi hanno cercato di contattare telefonicamente il figlio senza ricevere alcuna risposta. Il tempestivo avviso agli agenti di polizia ha permesso di iniziare le ricerche per rintracciare il giovane ed evitare così il gesto estremo preannunciato. Dopo lunghe ricerche il ragazzo si è fatto vivo e ha potuto riabbracciare  i suoi cari.

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Giovanni Genova

Giovanni Genova

Nato a Ribera nel 1987, laureato in Giurisprudenza ed attualmente frequenta il Master in risorse umane e organizzazione, presso l’università degli Studi Guglielmo Marconi.