EUTANASIA: DIGNITA’ UMANA E SACRALITA’ DELLA VITA

eutanasia

Diceva Cicerone: “Finché c’è vita, c’è speranza”. Ed è vero nella stragrande maggioranza dei casi, ma ci sono casi in cui le circostanze possono portare a condurre una vita così dolorosa, faticosa e difficile da ledere le fondamenta dei diritti umani, in primis la dignità.
L’eutanasia è tutt’oggi al centro delle discussioni bioetiche e non si è ancora arrivati a una soluzione definitiva e probabilmente non ci si arriverà mai. E’ un omicidio/suicidio o un atto di pietà nei confronti di una persona ormai incapace di condurre un’esistenza degna di questo nome?
Occorre innanzitutto fare una differenza tra i vari tipi di eutanasia:
-l’attiva diretta quando il decesso è provocato tramite la somministrazione di farmaci che inducono la morte (per esempio sostanze tossiche). E’ il tipo di eutanasia che viene effettuata nelle cliniche private per esempio in Svizzera, vengono somministrati dei farmaci anti-vomito e poi successivamente il Pentobarbital in una dose 4 volte superiore alla letale per garantirne la morte. In Italia è illegale.
-l’attiva indiretta quando l’impiego di mezzi per alleviare la sofferenza (per esempio: l’uso di morfina) causa, come effetto secondario, la diminuzione dei tempi di vita. E’ legale in Italia ed è anche accettata dalla Chiesa Cattolica.
-la passiva quando è provocata dall’interruzione o dall’omissione di un trattamento medico necessario alla sopravvivenza dell’individuo (come nutrizione artificiale e idratazione artificiale). E’ illegale in Italia, ma è meno perseguibile dal punto di vista legale perché è più difficile dimostrarne la colpevolezza. Il caso di Eluana Englaro riguardava proprio questo tipo di eutanasia: la Corte di Cassazione in quel caso ha stabilito che era possibile staccare i trattamenti in quanto la paziente era in coma irreversibile e poiché in vita la ragazza aveva espresso una volontà contraria ad essere tenuta viva tramite macchinari.
-la volontaria quando segue la richiesta esplicita del soggetto, espressa essendo in grado di intendere e di volere oppure mediante il cosiddetto testamento biologico, che è un requisito essenziale per essere accettati nelle cliniche all’estero e dev’essere compilato dal malato alla presenza di tre testimoni.
-la non-volontaria nei casi in cui non sia il soggetto stesso ad esprimere tale volontà ma un soggetto terzo designato (come nei casi di eutanasia infantile o nei casi di disabilità mentale).
-l’involontaria quando è praticata contro la volontà del paziente.
-il suicidio assistito è invece l’aiuto medico e amministrativo portato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio ma senza intervenire nella somministrazione delle sostanze. Anche questa è illegale in Italia.
Non è considerata una forma di eutanasia il rifiuto dell’accanimento terapeutico.
Dal punto di vista politico nel corso degli anni sono stai proposti vari disegni di legge per introdurre l’eutanasia in Italia ma non è mai stato possibile arrivare a un accordo in quanto la maggior parte degli esponenti di destra e del centro destra hanno sempre espresso un’opinione contraria, altrettanto fermamente si è sempre opposta la Chiesa Cattolica tranne per, come già detto, l’eutanasia attiva-indiretta.
Da dei sondaggi sul personale medico e ospedaliero è stato rilevato che più del 90% sono a favore dell’eutanasia e che addirittura una piccola percentuale, in casi estremi, pratica l’iniezione letale illegalmente. In un famoso caso, quello di Giovanni Nuvoli, il medico stava aiutando il suo paziente a porre fine alla sua vita ed è dovuta intervenire la polizia a impedirglielo. Dopo questo episodio Nuvoli esasperato ha rifiutato di magiare e bere finché la morte non è sopraggiunta.
Per quanto possa sembrare crudele porre fine alla vita di un essere umano, nessuno di noi può anche avere la presunzione di giudicare una persona che stremata e sfinita dalle sofferenze vuole ricorrere alla “dolce morte”.
A tal proposito riportiamo le parole di Dj Fabo, 39enne rimasto cieco e tetraplegico dopo un incidente che è ricorso al suicidio assistito in Svizzera:
“Ogni tanto mi prude la testa e io non riesco a grattarmela. Divento matto perché non sapete quando vi prude la testa forte che ti devi grattare e io non posso grattarmi, e magari ho chiamato mia mamma dieci minuti prima e non voglio chiamarla ancora. E io divento scemo aspettando che il prurito vada via da solo ed è una tortura micidiale non poter alzare un braccio e potersi grattare. E’ una delle cose più banali del mondo, una cosa a cui la gente normale che non ha problemi non ci pensa neanche.”

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Antonella Augello

Descrizione: Nata a Sciacca il 28 settembre 1995. Attualmente studia presso la facoltà di Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Palermo.