Disoccupazione giovanile e lavoro in nero

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Gli economisti considerano il lavoro come una quantità scambiabile su un mercato, per l’appunto il mercato del lavoro. In questo si incontrano domanda e offerta di lavoro e si determina il salario. La domanda è identificata da parte delle imprese, l’offerta dai lavoratori.

Ed è in questo contesto che ritroviamo il concetto di occupazione, o tasso di occupazione che dir si voglia, che è sicuramente una tra le più importanti variabili del funzionamento macroeconomico del mercato del lavoro.

E’ comunque importante ricordare che le dinamiche che influenzano il mercato del lavoro possono variare molto sia tra i diversi paesi che nel corso del tempo.

22773713_10214616133102372_815818954_nCon occhio sulla nostra economia, nonostante siano passati molti anni dall’avvio della crisi economica moderna, e nonostante i pochi dati incoraggianti trasmessi in tv, il nostro paese è sicuramente ancora lontano dalla risoluzione dei problemi che affliggono la nostra economia. L’Italia, infatti, ogni giorno vede sempre più giovani emigrare all’estero in cerca di opportunità, in cerca di fortuna, di nuove esperienze da poter scrivere in un C.V. che è sempre più “povero” di esperienze lavorative.

E sebbene, il Nord Italia, grazie alla presenza di medie e grandi industrie, ancora resiste, il Sud Italia risente fortemente di questa situazione.

Infatti,  dati diffusi da Eurostat, evidenziano che nel Sud Italia la percentuale di disoccupati sia almeno il doppio rispetto alla media dei paesi dell’unione europea.  Ma oltre ad un elevato tasso di disoccupazione, la Sicilia si erge al di sopra delle altre regioni italiani per lavoro in nero. Sono oltre 300 mila i lavoratori che non godono delle garanzie che sarebbero di loro diritto.

Ebbene, ancora una volta, la Sicilia si annovera il primato in materia di corruzione, evasione fiscale, non rispetto delle leggi.  E in questo scenario, già tragico di suo, si inserisce anche lo sfruttamento di tutti quegli extracomunitari presente nel nostro paese, che pur di guadagnare qualcosa, sono disposti a lavorare in dure condizioni, con paghe di gran lunga al di sotto di un tetto minimo, e vivendo in condizioni che sicuramente violino la dignità dell’individuo.

Che vengano effettuate le giuste scelte politiche, che gli italiani possano continuare a vivere e a lavorare in Italia, che la ripresa economica, quella vera, sia imminente. E’ questo l’auspicio per l’Italia, per la Sicilia, e per tutti noi che spinti da un forte spirito patriottico, guardiamo il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto, e crediamo che le cose possano realmente cambiare.

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Serena Barbiera

Serena Barbiera

Nata a Sciacca l’8 dicembre 1992. Attualmente studia economia e finanza presso l’Università degli studi di Palermo.
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