Dignità per tutti: Una tendopoli “felice”

Dignità per tutti: Una tendopoli “felice”

Oggi più che mai esiste un dibattito molto accesso che discute i due aspetti antitetici dell’immigrazione: l’integrazione sociale e multietnica contro la paura del diverso. Quelli che sono reputati diversi sono semplicemente uomini che scappano dalla loro patria alla ricerca di un posto migliore, di un’isola felice dove poter lavorare per mantenere la famiglia che spesso rimane nei paesi di origine.

Anche Caltabellotta, in questo periodo dell’anno, diventa una piccola isola felice per tutti i lavoratori italiani e non solo, che con la raccolta delle olive mette in atto un meccanismo economico che permette il sostentamento della popolazione del luogo, ma anche di tutti quegli uomini che vengono dagli stati nordafricani e dall’est Europa per la raccolta. Questi immigrati vivono per mesi in condizioni al limite della dignità umana, in vere e proprie tendopoli, pur guadagnare qualche spicciolo da portare a casa, dove i familiari molto spesso non sono al corrente della condizione in cui vivono i lori padri e mariti.

Il pensiero che un uomo dorma in una tenda, non abbia un tetto sulla propria testa durante i temporali e non abbia il conforto di un piatto caldo al ritorno da una giornata di lavoro dovrebbe generare sentimenti quali pietà e tristezza.

Purtroppo i sentimenti sono altri, la paura in primo luogo.

Paura data dalle informazioni televisive e da ciò che accade intorno a noi, qualche mese fa a Sambuca ed oggi a Caltabellotta.

L’accaduto degli scorsi giorni che ha coinvolto la nostra concittadina Donatella Trapani ci ha compromessi tutti personalmente, perché sarebbe potuto accadere a qualsiasi altra ragazza/figlia/fidanzata.

Dice Donatella: “Non ho mai avuto paura nei confronti di questi ragazzi, li vedevo sotto casa in quanto strada di passaggio e non ho mai detto nulla. Non ho segnalato alcun problema nonostante ritornare a casa la sera fosse un po’ inquietante, sia perché trovavi persone sconosciute sia perché è un angolo di paese divenuto bagno pubblico. Oggi invece ho una gran paura”.

Da quel che abbiamo avuto modo di leggere sui social tutta la cittadinanza è rimasta senza parole, tutti hanno condiviso e appoggiato il senso di paura che assale Donatella. Oggi ogni caltabellottese controlla una volta in più se ha chiuso la propria porta di casa e se le imposte sono bene sigillate.

Continua Donatella: “Non voleva farmi del male, non mi ha aggredito… è entrato in casa mia perché voleva portarmi con sé in Marocco, semplicemente gli interessavo. I carabinieri hanno appurato che in tasca aveva solamente qualche spicciolo e un’agendina con i numeri di telefono”.

Ma allora il problema dov’è stato?

Il problema è che la nostra cultura e la nostra intelligenza sociale sono diverse… Nessun italiano si sarebbe mai sognato di introdursi a casa di una donna per dimostrare il suo interesse o per corteggiarla senza alcun preavviso o permesso. Il dislivello socioculturale va colmato, perché se la diversità è ricchezza l’inciviltà è degrado.

Sfociamo così nei grandi temi che riguardano il rispetto per le donne, la tutela della proprietà privata e la dignità umana che va comunque preservata. Purtroppo sono temi da risolvere in primis a livello nazione e successivamente anche a livello di amministrazione locale. È necessario accogliere gli immigrati con senso critico, è necessario permetter loro di vivere in condizioni dignitose ed è rispettoso nei confronti degli italiani dar loro sicurezza a casa o camminando per strada.

Conclude Donatella: “…nonostante la paura il peggio è passato e volevo ringraziare la comunità per avermi sostenuta, il mio cane che mi ha aiutato abbaiando e ringhiando contro quell’uomo finché ero da sola e le Forze dell’Ordine per l’intervento tempestivo, professionale ed efficace. Sono più sicura di me stessa per la forza con cui ho reagito, ma questa esperienza mi segnerà per sempre.”

 

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Maria Laura Campo

Maria Laura Campo

Nata a Sciacca nel 1991, ha conseguito la laurea in Economia Aziendale e Management presso l’Università Commerciale L. Bocconi. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze Economico Aziendali.
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