C’era una volta…

19. C'era una volta

In un contesto culturalmente e storicamente così variegato, Caltabellotta, perla sicana che da troppo tempo riposa inquieta dall’alto dei suoi 949 m s.l.m., dove passeggiando tra i vicoli più antichi del Rabbato, della Pietà o della Terravecchia, chiudendo gli occhi, si può sentire ancora il rumore del telaio di una tessitrice ebrea che intreccia le trame del suo nuovo lenzuolo, le grida giocose di bambini che si divertono gareggiando a ciappedda o cu lu circulu e lu motocirculu, il ferro del martello dello scalpellino che picchia sulla pietra per ricavarne un gradino, lo zoccolo del mulo tediato annodato a la gibbedda, le risate o i canti delle donne che vanno a la Favara a lavare la lana, su questi monti si racchiude la storia di Caltabellotta e della Sicilia, dal Kratas che guarda in attesa di un futuro radioso che si può ancora ricostruire ed attuare.
Caltabellotta è storia, tradizioni popolari e orali, archeologia, credenze, magia, mito; è religione, feste, cibi rituali, terra per sognatori, ricercatori in vari ambiti, coraggiosi. Bisogna combattere contro la realtà odierna che la vuole spopolata, depauperata, deturpata, depressa da molteplici fattori esterni ed interni che ne condizionano il destino, soprattutto dei giovani che cercano altrove il loro futuro. Le parole sono importanti ma da sole valgono poco o niente, necessita in primo luogo un piano di programmazione lungimirante ed a lungo termine che, se non accompagnato dalla capacità di mettere in atto ciò che si è analizzato e studiato, porta soltanto ad una successione di sconfitte e perdite personali e per la comunità tutta, non ci si può improvvisare qualificato di un determinato settore, bisogna mettere le persone giuste al giusto posto e non circondarsi da egocentrici tuttologi bravi solo a far sfoggio di “fantateorie” pur di accrescere il proprio ego. Occorre agire in buona fede e per la comunità tutta, non cercare di procedere col solo scopo personale di essere ricordato in futuro, occorre mantenere tutte le attività che già in passato hanno reso dei frutti dal punto di vista turistico: e per turismo si intenda dove dormire, dove mangiare, gli itinerari consigliati, con scopo ludico o di conoscenza, destinato a tutti coloro che viaggiano per svago, per riposo o vacanza, visite ai familiari d’origine, motivi professionali, di salute o religiosi.

Turismo, Valorizzazione, Manutenzione, Accoglienza, Offerta, Fruizione, Competenza: semplici parole chiave che corrispondono ad azioni degne, se contestualizzate e attivate, a rendere Caltabellotta viva, agiata e degna di nota. C’è un bel po’ di lavoro da affrontare per rendere tutto ciò fattibile ma con l’aiuto di tutti si potrebbe concretamente rendere la città così come da troppo tempo la immaginiamo.

Caltabellotta, c’era una volta … ci sarà ancora!!!

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Patrizia Noto

Patrizia Noto

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali indirizzo Archeologico e master in Esperto della Valorizzazione del Patrimonio Storico Culturale Siciliano. Ha pubblicato un opuscolo, Le Pietre di Caltabellotta, con un percorso visivo. Attualmente lavora, insieme alla sua Associazione SiciliAntica di cui è Presidente, alla pubblicazione di altri due libri sulla tradizione caltabellottese. E-mail: patrizianoto@libero.it