Caltabellotta verso la nomination per entrare a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO

8. unesco

Caltabellotta, uno dei siti più suggestivi dell’entroterra agrigentino, dove tradizioni popolari, archeologia, religioni, storia, mito, magia ed un paesaggio impareggiabile con vedute mozzafiato si fondono in una esperienza indimenticabile, ha iniziato il percorso verso la nomination per entrare a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Una delle missioni principali dell’UNESCO, infatti, consiste nell’identificazione, nella protezione, nella tutela e nella trasmissione alle generazioni future dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo. Sulla base di un trattato internazionale del 1972 conosciuto come Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, Culturale e Naturale, l’UNESCO ha finora riconosciuto un totale di 1001 siti presenti in 161 Paesi del mondo (777 Beni Culturali, 194 Naturali e 30 misti). Attualmente l’Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti, ben 51, inclusi nella lista dei Patrimoni dell’Umanità e la Sicilia è presente con l’area Archeologica di Agrigento, la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, le Isole Eolie, le città tardo barocche del Val di Noto, Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica, il Monte Etna, la Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale.

Ray Bondin, ambasciatore e delegato permanente di Malta per l’UNESCO, definito come il testimonial della Sicilianità intesa come valorizzazione dei siti e patrimonio artistico, monumentale e paesaggistico, ha trascorso nel mese di aprile due intense giornate a Caltabellotta visitando ed osservando la “nostra” cittadina per valutare la sua effettiva possibilità ad accedere a pieno titolo a diventare Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il dott. Bondin ha fatto visita alla Madrice con la sua straordinaria storia artistica, architettonica, religiosa e paesaggistica, “U Tavulinu” e l’altare sacrificale luoghi insoliti e spettacolari, il maestoso Eremo di San Pellegrino da dove parte la diffusione del Cristianesimo nel I secolo in Sicilia, la Pietà col suo “Pirtuso”, la barocca chiesa dell’Itria, Sant’Agostino, i Cappuccini e le sue catacombe, la chiesetta di Santa Maria del Fervore e Montevergine. Con la sua più che ventennale esperienza alla World Heritage List, l’ambasciatore ha riconosciuto tutte le potenzialità culturali e paesaggistiche di Caltabellotta per apprestarsi a divenire Patrimonio dell’UNESCO con un ritorno d’immagine, turistico, economico oltre che d’orgoglio. Il percorso ovviamente prevede ulteriori visite da parte dell’ambasciatore, ma anche noi possiamo contribuire nel frattempo a renderla più pulita e visitabile rispettandola di più, collaborando e lamentandoci di meno.

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Patrizia Noto

Patrizia Noto

Laureata in Conservazione dei Beni Culturali indirizzo Archeologico e master in Esperto della Valorizzazione del Patrimonio Storico Culturale Siciliano. Ha pubblicato un opuscolo, Le Pietre di Caltabellotta, con un percorso visivo. Attualmente lavora, insieme alla sua Associazione SiciliAntica di cui è Presidente, alla pubblicazione di altri due libri sulla tradizione caltabellottese. E-mail: patrizianoto@libero.it