Caltabellotta e il suo “oro verde”

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Dopo il crollo della produzione di olio extravergine d’oliva registratosi in tutta Italia nel 2014 (-37% rispetto al 2013) a causa del clima pazzo della scorsa estate che ha favorito la diffusione della mosca olearia – uno dei peggiori nemici dell’olivo – arriva l’annata della tanto sperata ripresa. In Sicilia le stime per il 2015 parlano di un +20% rispetto all’anno precedente. L’oliva si presenta perfettamente sana non avendo subìto attacchi parassitari. Un anno ricco dunque dal punto di vista della quantità e, soprattutto, della qualità dell’olio.


La coltivazione dell’olivo è largamente diffusa in tutta la Sicilia ma solo alcune aree si distinguono per la rilevanza della coltura e per le peculiari caratteristiche dell’olio, la cui qualità viene garantita dalla certificazione DOP (Denominazione di Origine Protetta) o IGP (Indicazione Geografica Tipica).
La certificazione che è stata riconosciuta all’olio extravergine d’oliva di Caltabellotta è la DOP “Val di Mazara”. La zona di produzione si estende per circa 35.000 ettari e le aziende olivicole sono circa 30.000 distribuite nelle province di Agrigento e Palermo. Le varietà di olive dalle quali si ricava l’olio sono: Cerasuola, Nocellara del Belìce e Biancolilla.
Proprio quest’ultima, la Biancolilla, è una delle più antiche varietà coltivate nella Sicilia occidentale; presenta un’elevata produttività, una notevole rusticità e si presuppone che sia autoctona di Caltabellotta. Il nome è dovuto alle stesse caratteristiche del frutto, il quale passa dal colore chiaro dello stato acerbo (verde pisello) a quello più vivace (rosso vinoso) della maturità.

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L’olio extravergine d’oliva di Caltabellotta – conosciuto per le sue caratteristiche organolettiche e per la sua particolare bontà, dovute soprattutto al clima e alla conformazione geografica del territorio – presenta una consistenza fluida; il suo colore varia dal verde chiaro subito dopo la molitura al giallo paglierino dopo un paio di mesi di decantazione. L’intensità del suo odore è medio-leggera; il suo gusto regala al palato dell’assaggiatore delle piacevoli sensazioni di dolce, amaro e piccante, ben armonizzate tra loro.

I frutti della filiera olivicolo-olearia, ricchezza tanto importante per Caltabellotta quanto per l’intera Sicilia, molto spesso rimangono circoscritti ai soli mesi che vanno da Settembre a Dicembre, senza la possibilità di continuare a trarne vantaggio durante il resto dell’anno. Un paese come Caltabellotta che vive prevalentemente di agricoltura, una Regione come la Sicilia così vocata alla coltivazione dell’olivo e alla produzione di olio (e che assieme a Puglia e Calabria ha un’incidenza nella produzione nazionale di oltre l’85% di tutto l’olio d’oliva prodotto in Italia) dovrebbero investire maggiormente sulla nascita di nuove aziende e sul rafforzamento di quelle esistenti, affinché l’olio ottenuto venga qui lavorato, adeguatamente certificato ed esportato in Italia e nel mondo.

 

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Giovanni Genova

Giovanni Genova

Nato a Ribera nel 1987, laureato in Giurisprudenza ed attualmente frequenta il Master in risorse umane e organizzazione, presso l’università degli Studi Guglielmo Marconi.