Caltabellotta e il NON NATALE: Un’economia in crisi

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Come ogni anno il mese di Gennaio è ricco di buoni propositi e riflessioni sul periodo appena trascorso. Ciascuno di noi si confronta, pensa e vive di qualche rimpianto e di qualche soddisfazione portata a casa. Ogni uomo pensa a come sarebbe andata se… ogni cittadino si chiede come sarebbe stato se… e quest’anno ogni Caltabellottese ha avuto tanti “se” su cui riflettere. Il 2016 è stato un anno caratterizzato dalla tristezza negli occhi e nel cuore dei caltabellottesi, i quali hanno visto in ginocchio il proprio paese.
Una terribile calamità, che ancora oggi segna le nostre strade e la nostra vita, ma anche il successivo periodo non natalizio, ci lascia l’amaro in bocca per le mancate manifestazioni.
Chi piange le conseguenze di tutto questo siamo noi cittadini, ma soprattutto coloro che in Triocala (terra di cose belle) hanno investito tempo e denaro per lo sviluppo imprenditoriale di un’economia, ormai sottomessa a catastrofi e apatia.
“Caltabellotta Città Presepe” è stata il fiore all’occhiello del nostro paese, ha promosso le nostre bellezze, era l’evento con cui concludere l’anno. Oltre a ciò ha promosso lo sviluppo sociale, culturale e soprattutto economico.
Questa la ragione che ci ha spinto ad un incontro con alcune attività ristorative per chiedere loro gli effetti economici del NON NATALE a Caltabellotta.

Giuseppe Augello per il ristorante MATES
Le conseguenze della mancata manifestazione ha avuto un impatto non indifferente sull’economia del nostro paese. In passato le giornate che facevano riferimento al presepe di Caltabellotta erano caratterizzate dalla presenza di centinaia e centinaia di turisti che riempivano i ristoranti, bar, pizzerie e B&B. Quest’anno è stato un incubo…. Vedere le proprie attività al 10% delle usuali possibilità è stato brutto e pesante. Se si considera che sono proprio questi periodi di festa che fanno prendere boccate di ossigeno alle attività caltabellottesi…beh …è stato un disastro. Oltretutto negli ultimi anni Caltabellotta ha visto passare estati senza eventi, niente sagre, niente spettacoli…quindi aver tolto l’unica manifestazione a Caltabellotta, la manifestazione che ci ha fatto decollare qualche decennio fa, ha amplificato il momento cupo e triste di eventi che ci contraddistingue ormai molti anni. Alla domanda se mi sarebbe piaciuto essere coinvolto con la realizzazione io dico…… Noi operatori del settore possiamo e dobbiamo essere coinvolti nella realizzazione del presepe, con la convinzione che questa manifestazione dia un ritorno a tutta Caltabellotta e a noi stessi. Noi possiamo offrire la nostra esperienza, la nostra arte, ma di certo ci vogliono quelle organizzazioni che sviluppino il progetto nei dettagli, associazioni che debbano lavorare con continuità a un progetto voluto da tutti e soprattutto portato avanti con l’aiuto di tutte le amministrazioni che si succedono nel tempo. A questo punto noi operatori gastronomici e turistici possiamo arricchire il nostro presepe, sempre che sia garantita la continuità nel tempo e che diventi spesa corrente sulla quale fare affidamento.

Sebastiano Trapani per IL GIARDINO DEL GUSTO
È indubbio che per una comunità come la nostra, in continua involuzione sotto tutti i punti di vista, la mancanza di “Caltabellotta Città Presepe” è stata un’altra occasione persa. È altrettanto vero che le emergenze a cui siamo stati sottoposti hanno giustamente avuto priorità su tutto il resto; quindi penso che organizzare una manifestazione con la presenza dei grossi problemi di viabilità (che tutti conosciamo) e con un paese spaccato in due non sarebbe stata una bella pubblicità per nessuno. Vedere altri paesi, meno adatti del nostro a questo tipo di manifestazione, organizzare e riscuotere successo dà fastidio. Purtroppo i problemi da fronteggiare per noi caltabellottesi, titolari di attività e non, vanno oltre la mancata organizzazione di un singolo evento, comunque importantissimo come quello del presepe (colpevolmente ridimensionato da anno in anno).

Salvatore Graci per CONTE LUNA
Ritengo che la manifestazione città presente avrebbe portato di sicuro più lavoro per noi tutti addetti alla ristorante in generale.
Devo comunque sottolineare che la nostra popolazione va diminuendo a vista d’occhio e anche questo influisce sull’economia dell’intera comunità, vedi ad esempio tutti i ragazzi ed alcune famiglie che hanno deciso di andare al nord per studiare o per cercare un lavoro. Questo fatto ci penalizza molto, per non parlare poi del fatto che quest’anno non c’è stato alcun evento organizzato dalla nostra amministrazione comunale, e per finire il cattivo tempo che si è abbattuto sul nostro territorio tenendoci isolati per più di un mese. Tutto ciò ci ha penalizzato in maniera significativa.
Noi dipendiamo molto dai forestieri che vengono a visitare il nostro paese e quindi dobbiamo impegnarci a creare eventi. Caltabellotta città presepe è nata nel lontano 1994 e siamo stati i primi. Ora siamo gli ultimi. Per quanto mi riguarda non avrei tempo di organizzare città presepe, lascio il compito alle associazioni che si sono impegnate ad organizzarlo in passato. Le invito a non mollare e ad insistere per far si che piano piano, il presepe a Caltabellotta torni al vecchio splendore per farlo diventare il più bello di tutti.

Da queste tre testimonianze emerge che gli eventi e le manifestazioni organizzate sul territorio sono la nostra ricchezza. “Il turismo è il nostro pane” ed è ciò su cui bisogna puntare. Dobbiamo alimentare i sogni di coloro che hanno investito e di quelli che vorrebbero tornare a investire, è necessario ridare un futuro ai caltabellottesi. Questo impegno va preso in primo luogo dall’amministrazione che è stata eletta e che ha il dovere civico e morale di impegnarsi per lo sviluppo del paese e che non può limitarsi a tirare la carretta.
È compito di tutte le attività ristorative e turistiche promuovere il turismo di Caltabellotta, lo devono alle loro attività e al sogno per cui si sono spesi.
È compito della Proloco e dei suoi membri, presenti sul territorio, dare un contributo attivo e significativo così da regalarci molte primavere.
Per finire è compito di tutti noi cittadini promuovere e promuoverci, dare un futuro a noi e ai nostri figli puntando sul turismo.
Per il nostro territorio, il turismo è la chiave per l’economia. Dobbiamo invogliare la gente a venire a Caltabellotta, a spendere a Caltabellotta, fornendo servizi e creando un circuito virtuoso per invertire a nostro beneficio le sorti di un attuale non economia.

Si ringrazia Giuseppe Pipia per la foto

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Maria Laura Campo

Maria Laura Campo

Nata a Sciacca nel 1991, ha conseguito la laurea in Economia Aziendale e Management presso l’Università Commerciale L. Bocconi. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze Economico Aziendali.
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