Caltabellotta e il Randagismo – Fenomeno da radere al suolo

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Sono all’inca 600 mila i randagi vaganti per le strade d’Italia , probabilmente in cerca di cibo, riparo o soltanto di una carezza.

I cani randagi, purtroppo, affollano le cittadine in branco, creando caos e disordine alla pubblica attività. Fenomeno che si presenta annualmente anche a Caltabellotta. Numerose sono le segnalazioni da parte dei cittadini, che spaventati per la propria e per l’incolumità dei propri figli, cercano l’intervento dell’amministrazione o delle associazioni competenti.

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I genitori, impauriti delle circostanze, esprimono la loro rabbia: ” I bambini non possono più giocare nei parchi, per paura di essere aggrediti da gruppi di cani impazziti”. Oltre all’aspetto dell’aggressione, da parte dei randagi, sussiste il problema dell’igiene pubblica. I cani vaganti, vivendo ai margini della società senza un controllo accurato ed adeguato, possono nella stragrande maggioranza essere portatori di malattie, talvolta anche trasmissibili all’uomo.  Uno studio svela che da una cagna abbandonata in sette anni si possono ricavare ben 67mila cuccioli.

E’ un grave  fenomeno che deve essere immediatamente  raso al suolo. La soluzione per sconfiggere il randagismo ci sarebbe. E’ semplice, efficace ed è prevista dalla legge: la sterilizzazione degli animali. Ma né i Comuni né le Asl l’hanno applicata. Si preferisce creare migliaia di canili che hanno un costo enorme per la comunità, non risolvono il problema e finiscono per aggravarlo.

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Oppure per affrontare tale problema bastano poche iniziative e un po’ di volontà. Premesso  che, nella maggior parte dei casi, sono i cani di proprietà che alimentano il fenomeno del randagismo in quanto essi sono abbandonati dai loro padroni. “Microchippandoli” una simile situazione non si verificherà perchè se un cane provvisto di microchip sarà abbandonato si risalirà facilmente al proprietario che sarà sanzionato; infatti l’abbandono è considerato dal nostro ordinamento giuridico reato, quindi penalmente perseguibile. Per facilitare tale provvedimento si potrebbe organizzare una giornata per la “microchippatura” gratuita di tutti i cani di proprietà, iniziativa che è stata attivata da diversi Comuni e che sta portando a buoni risultati. Con pochi euro un Comune potrebbe garantire e garantirsi un reale risultato a breve termine. A differenza invece, di quanto costa un cane in canile, secondo le stime , comporta al comune da 3 a 8 euro al giorno, cioè 1000-3000 euro all’anno.

Come sosteneva Gandhi, “grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

Arginiamo il randagismo, abbi un cuore non abbandonare!!

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Davide Parlapiano

Davide Parlapiano

Inventore e direttore del Blog "L'urlo Cittadino". Nato a Palermo nel 1994. Attualmente Consulente FinTech presso PwC Italy e studente III°Anno in Computer Science Engineering, presso SUPINFO INTERNATIONAL UNIVERSITY Trapani Campus.