Calo demografico: speranza nel futuro?

Istat

Complessa è la questione della demografia italiana, caratterizzata da sempre da alti e bassi. Secondo studi economici, infatti, prima dell’avvento della Rivoluzione Industriale il nostro Paese era caratterizzato da elevata natalità, ma altrettanto elevata mortalità dovuta alle scarse condizioni igieniche ed economiche, alle frequenti epidemie, guerre e carestie. Successivamente invece, negli anni caratterizzati dal benessere economico, nel periodo identificato come il “miracolo economico italiano”, si assiste ad un notevole declino della mortalità. Si parla di transazione demografica, termine economico, per descrivere un modello spazio-temporale secondo cui le variazioni della natalità e della mortalità sono soggette a differenze di evoluzione demografica. Oggi infatti, negli anni 2000, questo fenomeno di benessere e di aumento delle nascite ha interrotto la sua crescita.
A testimonianza di quanto detto, dati Istat dimostrano che al 1° Gennaio 2017 la popolazione italiana sia diminuita di quasi 90 mila abitanti. Diverse sono le ragioni. Primo fra tutti, il saldo migratorio, la bassa natalità degli ultimi decenni, fattore dovuto principalmente alle scarse condizioni economiche in cui, ad oggi, vive parte della popolazione italiana.19073700_10213303087037041_1902671725_n
Questo fenomeno nazionale, viene riflesso anche nella piccola comunità Caltabellottese, tendente sempre più allo spopolamento.
Tanti sono gli stabili chiusi, tante volte due su tre. Tanti sono i giovani che, sempre più frequentemente, fanno le valigie per emigrare in terre lontane in cerca di fortuna. Ancora tante sono le famiglie che, chi per motivi scolastici, chi lavorativi, decidono di lasciare il paese natio per trasferirsi lontano o anche semplicemente, in paesi limitrofi.
Perché tutto questo accade? Perché Caltabellotta, che si annovera tra i 20 paesi più belli d’Italia secondo la classifica di Skyscanner, per le suggestive immagini che offre, rischia di divenire un paese fantasma?
Forse perché le bellezze naturali e architettoniche non sono sufficienti a supplire ciò che in realtà Caltabellotta non offre. La mancanza di opportunità di lavoro a Caltabellotta, è sicuramente uno dei punti cardine di questa “migrazione”. Caltabellotta, ahimè, non offre lavoro ai giovani e, tante volte, non crea le condizioni sufficienti per poter investire. E parte di coloro che in passato hanno investito in attività fanno oggi fatica a continuare nell’attività imprenditoriale intrapresa.
Cosa augurare a Caltabellotta? Che possa tornare ad essere il fiore all’occhiello degli anni fiorenti del ‘900, che possa ripopolarsi e che sempre più giovani decidano di mettere su famiglia in questo paese, ma affinché tutto questo accada è sicuramente necessario un intervento di mix di politiche economiche, che rilanci l’economia  di questo nostro amato paese.

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Serena Barbiera

Serena Barbiera

Nata a Sciacca l’8 dicembre 1992. Attualmente studia economia e finanza presso l’Università degli studi di Palermo.
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