ALLERGIE: CONOSCIAMOLE MEGLIO

allergia

È iniziata da qualche mese la primavera portando con sé caldo, colori, fiori e, purtroppo, anche gli allergeni. Lo sa bene questo il 10-25% della popolazione mondiale (percentuale che è sempre in crescita) che proprio in questo periodo comincia ad avvertire i classici sintomi che colpiscono principalmente il naso, la cosiddetta rinite o raffreddore allergico che causa congestione, prurito e starnuti, e gli occhi, ovvero la congiuntivite allergica che causa problemi alla congiuntiva, cioè la membrana interna che riveste l’occhio, dunque si avrà arrossamento oculare, secchezza, lacrimazione e così via.

Allergia viene dal greco ἄλλος (“altro”) ed ἔργον (“attività”) e come il termine suggerisce non è altro che una reazione alterata, in questo caso del sistema immunitario che ha delle reazioni eccessive verso delle sostanze innocue come lo sono per esempio i pollini a causa della presenza di particolari anticorpi detti IgE (Immonuglobuline E) o reagine. I soggetti che presentano queste caratteristiche sono definiti atopici, in quanto sono geneticamente predisposti a sviluppare reazioni anafilattiche (o di ipersensibilità) causate dall’interazione dell’antigene con l’anticorpo, ma è stato studiato che se comunque dai genitori si eredita la predisposizione, non si eredita invece l’anticorpo specifico, quindi se il genitore è allergico al polline, il figlio molto probabilmente avrà anch’egli un’allergia, ma spesso a una cosa diversa, come ad esempio gli acari o il pelo del gatto.

Oltre ai fattori genetici agiscono anche quelli ambientali: secondo l’hygiene hypothesis l’eccesso di igiene favorisce l’insorgere dell’allergia in quanto non salutare per il sistema immunitario il quale, non riuscendo ad entrare in contatto con molte sostanze specialmente nei primi anni di vita, più facilmente sarà tratto in inganno da esse e reagirà come se fosse in una situazione di pericolo. Stessa cosa dicasi per chi vive in aree urbane a discapito degli ambienti rurali, ovvero mancato contatto con piante e animali, ed è anche stato osservato che l’uso precoce degli antibiotici nei bambini ritarda lo sviluppo della flora batterica in cui alcuni microbi fecali e alimentari producono endotossine che inibiscono la produzione di proteine allergizzanti.

I trattamenti più comuni per le allergie sono farmaci a base di cortisone oppure la classe degli antistaminici che inibiscono i recettori H1 dell’istamina, una molecola organica che è un mediatore chimico dell’infiammazione. Per le allergie inalatorie è invece spesso possibile effettuare una cura tramite un vaccino: al paziente viene fornito l’allergene aumentando gradamente le dosi favorendo così la formazione delle IgG (Immunoglobuline G) che bloccano l’antigene  prima che vada a legarsi alle IgE. Questo processo viene detto desensibilizzazione.

 

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Antonella Augello

Descrizione: Nata a Sciacca il 28 settembre 1995. Attualmente studia presso la facoltà di Scienze Biologiche all'Università degli Studi di Palermo.